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Published on Giugno 22nd, 2020 | by Redazione

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SARRABUS, «La scuola a distanza? Esperienza positiva ma quanti problemi»

«La didattica a distanza? Ci ha colti impreparati e ci siamo dovuti riorganizzare da un  giorno all’altro». Le parole di Carla Atzeni, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo «Dante Alighieri» di Muravera coglie appieno il senso di sconcerto dell’intero mondo della scuola sarrabese di fronte all’esplodere dell’emergenza Covid-19.

 

Un esame, quello della cosiddetta «didattica a distanza» che, pur far inevitabili difficoltà, sembra essere stato superato a pieni voti.

«A marzo ci siamo ritrovati catapultati in un mondo sconosciuto fatto di una comunicazione fredda e impersonale, in cui il dialogo umano, alla base del rapporto insegnante-alunno, è stato relegato ad un ruolo anomalo- racconta Piera Conconi, insegnante di italiano alle scuole medie di Muravera – Didattica a distanza questa è la realtà con cui ci siamo scontrati tutti: famiglie, alunni e insegnanti. Strumenti, connettività queste le problematiche a cui far fronte per poter lavorare. Ci siamo resi conto che solo alcuni  avevano gli strumenti necessari per affrontare questa nuova tipologia di lavoro, e non tutti hanno potuto partecipare nell’immediato per mancanza di mezzi o di connettività».

La linea internet scadente o comunque non presente in tutto il Sarrabus, ha condizionato  ma non ha fermato la nuova «scuola a distanza»: «Quello che è venuto a mancare sono le infrastrutture – conferma  Carla Atzeni – avevamo a disposizione computer che abbiamo potuto dare in comodato d’uso gratuito a chi non ne disponeva, sono arrivati, anche se non subito, i fondi ministeriali e  quando li abbiamo avuti a disposizione, nel mercato non c’erano più pc da comprare. Internet è stato un vero e proprio tallone d’Achille: in alcune zone, come ad esempio Feraxi, non è possibile collegarsi».

Qual è stata la reazione di studenti e famiglie di fronte all’inaspettata novità? «Inizialmente tutti spaesati, noi, gli alunni e i genitori – dice Carla Corona, insegnante dell’Istituto Comprensivo di Villaputzu e San Vito – Poi ci siamo rimboccati le maniche, aiutati anche da qualche genitore che ha aiutato tutto gli altri a superare le difficoltà «informatiche»  Ogni docente si è organizzato autonomamente, scegliendo, a seconda della classe, le lezioni videoregistrate o quelle in diretta. In generale è piaciuta molto la parte live perché l’aspetto relazionale è quello più importante. Non basta dare compiti. Qualche alunno non aveva i mezzi e la scuola ha dato in comodato d’uso computer e tablets che il Comune di Villaputzu, molto presente, ci ha aiutati a consegnare grazie alla Polizia Locale».

Quanto ai bilanci, oltre alle carenze di attrezzature e linea internet, non tutto è filato liscio: «Alla fine di questo anno scolastico – spiega Piera Conconi – il bilancio didattico-educativo-sociale non è stato del tutto positivo sia per gli alunni che per i docenti. È stata un’esperienza negativa che ha reso il nostro lavoro ancora più difficile e ci ha messo di fronte a problematiche non facilmente risolvibili. Dopo qualche difficoltà iniziale, siamo riusciti a organizzare un lavoro che ha anche dato i suoi frutti da parte del maggior numero di ragazzi. Diciamo che chi lavorava in classe ha continuato a lavorare a distanza anche perché ha acquisito un metodo di lavoro e delle conoscenze che gli sono state di aiuto, chi invece lavorava poco in precedenza, ha raccolto poco perché ha carenze pregresse e manca di un metodo di lavoro efficace».

Una punta di tristezza per chi alle primarie e alle medie era all’ultimo anno: «È stato triste per le maestre delle quinte e per i professori delle terze della scuola media – racconta Ebe Pesce, maestra delle primarie a Muravera – salutare i loro alunni che dal prossimo anno cambieranno scuola, in maniera così anomala, senza un abbraccio, niente foto di fine anno in classe, niente feste, quest’anno ci sono mancati anche i “gavettoni” di chiusura dell’anno scolastico che erano il nostro incubo. I ragazzi ci hanno chiesto sino all’ultimo giorno la possibilità di riverdersi e stare un po’ assieme in classe o nel cortile della scuola, purtroppo non abbiamo potuto esaudire questo loro grande e giustificato desiderio».

E il prossimo anno? Probabilmente si tornerà in classe ma l’esperienza della didattica a distanza non andrà perduta: «Il prossimo anno scolastico ci trova preparati e con strumenti sicuri a disposizione – conclude Carla Atzeni, dirigente scolastica a Muravera – Questa infrastruttura ce la teniamo e pensiamo ad un utilizzo futuro, magari per attività di recupero».

L’organizzazione delle lezioni e la dislocazione degli studenti nelle aule è ancora in alto mare: «Aspettiamo le disposizioni del Govermo – dice Carla Corona – Vorremmo sfruttare tutti gli spazi a disposizione e dividere le classi a gruppi, ma finora sono solo ipotesi. Chiederemo, se sarà il caso, tutto l’aiuto possibile anche ai Comuni».

Michele Garbato

(ilsarrabus.news)

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