Sarrabus

Published on novembre 15th, 2018 | by Redazione

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SARRABUS, I danni del maltempo: il lavoro e i sacrifici di anni inghiottiti dal fango (II parte)

La peschiera di Feraxi ha una storia che va avanti da quarantadue anni, dal 1976. E dal 2015 è nato l’ittiturismo. Adesso si ritrova a convivere con l’incubo che un solo mese possa spazzare via tutto. Le prime parole pronunciate da Giampiero Cuccu descrivono perfettamente la sua amarezza: “Va malissimo”.

 

L’alluvione e le trombe d’aria – spiega Cuccu – hanno distrutto tutto, la moria di pesci ci ha messo in ginocchio. Ma a questo si aggiunge che la strada per arrivare alla peschiera è andata distrutta, è inesistente ed è impossibile anche solo arrivare a lavorare. Non possiamo far passare un mezzo pesante, non possiamo ripartire dagli avannotti e non possiamo nemmeno avere le cozze, perché noi siamo classificati come classe A, che non ha problemi di inquinamento, e possiamo acquistare le cozze solo da un’altra zona A, a Taranto. Lo scarico è previsto per novembre e rischiamo di perderlo”. Da tre anni, all’attività della peschiera, si è aggiunto l’ittiturismo: “Il ristorante faceva la metà del fatturato dell’attività”.

Ma Giampiero Cuccu non parla solo per se stesso: “Non è un problema che riguarda solo la peschiera. Ci sono agricoltori e allevatori in difficoltà, ci sono le famiglie con i bambini che hanno problemi anche per raggiungere la scuola”. C’è molta preoccupazione nelle sue parole: “Se questo problema non dovesse risolversi in fretta sarà un guaio, il fatturato sarà pari a zero e i lavoratori resteranno a casa. O la questione si risolve altrimenti riconsegniamo la licenza, ma a quel punto qualcuno dovrebbe accollarsi le spese e il mutuo. Perché anche se non lavoriamo le spese ci sono lo stesso. La situazione è drammatica e io non chiedo che il Comune faccia un miracolo ma che si mobiliti subito per risolvere una situazione di emergenza almeno per quanto riguarda la strada, non chiediamo altro!”

Per il momento, a creare un passaggio provvisorio, ci hanno pensato proprio le persone che risiedono e lavorano a Feraxi. Ma i mezzi pesanti e gli scuolabus non possono accedere. I tempi per trovare una situazione più stabile sembrano ancora lunghi. La lunghezza dei tempi tecnici e burocratici si scontra con la necessità di lavorare e di doverlo fare giorno dopo giorno per affrontare quotidianamente tutte le difficoltà che un’azienda deve affrontare.

Racconta ancora Giampiero Cuccu: “Una strada provvisoria ufficiale ci salverebbe. Solo che l’ufficio tecnico dice che non vuole prendersi la responsabilità di agire in questa che è una strada comunale. Ripeto, non chiediamo i miracoli, ma così siamo disperati, non possiamo andare avanti, non vogliamo niente da nessuno, solo poter lavorare di nuovo”.

Tutto sommato il bilancio della stagione 2018 non è così negativo. Spiega Giampiero Cuccu: “Le piogge sono state tante, il clima è stato particolare, ma è andata, non ci possiamo lamentare. I problemi però arrivano adesso. Noi ci sentiamo abbandonati, dalla pesca non ci sono enti che ci aiutano. E in più abbiamo il problema di questa strada, scommetto che se fosse successo a Costa Rei sarebbe già stato risolto. Feraxi è una bellissima realtà, fa piacere avere una laguna che crea lavoro, in più ci sono anche allevamenti e coltivazioni, giardini di mandarini. Produzioni che rappresentano il simbolo e l’identità del Sarrabus e adesso è tutto a rischio. Al momento del bisogno siamo soli. Penso sempre se disgraziatamente dovesse esserci bisogno di un’ambulanza a Feraxi. Da dove passa? Dobbiamo rischiare la vita perché viviamo e lavoriamo qui? È una colpa avere una vita qui? Nel 2018 è impensabile!”

Nelle parole di Giampiero Cuccu si percepisce la volontà di collaborare, di mettersi a disposizione e soprattutto di non stare a guardare. Conclude: “Dobbiamo trovare una soluzione, tutti. Se avessimo il permesso di fare noi la strada provvisoria la realizzeremmo subito. Un privato è persino disposto a sacrificare un pezzo del suo terreno, pur di poter permettere il passaggio e tornare a lavorare in condizioni un po’ più normali”.

E conclude, amaramente: “Che cosa ci resta da fare? Piazzare le tende davanti al Comune?”.

Sara L. Canu

(ilsarrabus.news)

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One Response to SARRABUS, I danni del maltempo: il lavoro e i sacrifici di anni inghiottiti dal fango (II parte)

  1. Franco says:

    Quanto interessa al Comune di Muravera la borgata di Feraxi? NIENTE-NULLA La mancata risposta al disperato appello dei pescatori di Feraxi, delle loro famiglie, dei residenti, è caduta
    nel triste buio del silenzio. Ha ragione Giampiero Cuccu, quando dice che se fosse successo a Costa Rei, sarebbe già risolto. Forse se la borgata dipendesse da un altro Comune sarebbe diverso? Il discorso è che pochi abitanti e pochi interessi, non destano attenzione da parte degli Amministratori del Comune di Muravera.

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