Sarrabus

Published on Marzo 24th, 2021 | by Redazione

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SARRABUS, I Covid-hotel contribuiranno a salvare la stagione turistica?

Il rischio è di quelli di non poco conto: “bruciarsi” la vacanza nel caso si venga “scoperti” positivi al Covid-19 dopo il test allo sbarco dal traghetto o dall’aereo. Un fatto che può disincentivare anche il più entusiasta a scegliere la Sardegna e le splendide spiagge del sud-est per trascorrere le proprie vacanze estive. E, diciamocela chiara, questo sarebbe un guaio per il settore turistico sarrabese che vive un momento difficile, alla prese con le prenotazioni ferme a causa della pandemia, dell’incertezza sulla colorazione delle regioni e della possibilità di spostarsi.
In porti e aeroporti è attivo un sistema di controllo che prevede tamponi per coloro che non esibiscano un certificato di negatività o di vaccinazione. Tamponi gratuiti, s’intende, ma che saranno a carico del viaggiatore nel caso decida di non farsi esaminare dalle équipes mediche presenti negli scali aerei e navali.
“Stiamo lavorando per costituire una rete di Covid-hotels – puntualizza Luigi Cadeddu, uno dei referenti del Cor.Sa., la centrale operativa sanitaria regionale  –  in particolare modo nelle località turistiche, in modo tale che i viaggiatori positivi asintomatici diretti in queste zone non debbano rinunciare alla vacanza e magari avere una porzione di spiaggia a loro riservata un po’ come hanno pensato di fare in alcune famose strutture turistiche sarde. Certo, non è semplice: ci vuole la collaborazione di tutti ed in particolar modo dei Comuni per individuare le strutture e per mettere a disposizione dei turisti che dovessero risultare positivi servizi importanti, come ad esempio un bus navetta per la spiaggia a loro riservata”. Insomma, nessuna rinuncia alla vacanza e disagi ridotti al minimo.

Il punto è che bisogna tradurre in realtà il progetto e qui occorre la collaborazione delle amministrazioni comunali: “E’ fondamentale – spiega il responsabile del Cor.Sa – che i Comuni ci aiutino ad individuare strutture disponibili ad ospitare i vacanzieri positivi per far si che non siano costretti a rinunciare alle loro ferie nell’Isola a causa della necessità di sottostare al periodo di quarantena. La presenza di queste strutture potrebbe essere un incentivo formidabile a far si che anche chi ha timore di incappare nella quarantena possa venire con tranquillità in Sardegna, in piena sicurezza per se stesso e per gli altri”.
Un progetto che qualche importante struttura turistica in Sardegna sta sposando ma che, per essere realizzato, ha bisogno del supporto degli enti locali, comuni in primis.
“Una rete efficiente di Covid-hotel, dotati di tutti i confort, potrebbe essere rivelarsi importante per salvare la stagione turistica”, ha concluso Cadeddu.
Per ora solo due strutture in Sardegna hanno risposto presente: una a Oristano, l’altra a Santa Maria Coghinas, nel sassarese. Allo stato attuale nessun altro albergatore ha partecipato al bando messo a punto dall’Ats che si proponeva di trovare altre quattro strutture di cui una a Cagliari. Un tariffario, quello messo a punto dal Governo, che risulta forse poco appetibile per gli operatori del settore.

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