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Gerrei

Published on Giugno 18th, 2020 | by Redazione

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SARRABUS-GERREI, Sarà un 2020 senza sagre estive? La parola d’ordine è «incertezza»

Un grande punto di domanda accompagna, almeno per il momento, l’estate degli eventi del Sarrabus–Gerrei. La prima festa ad aver pagato direttamente le conseguenze del coronavirus è Santa Barbara, a Villasalto, festeggiamento molto sentito e molto frequentato dagli abitanti di tutti i paesi. I festeggiamenti civili annullati e le celebrazioni religiose svolte a numero chiuso. Nonostante questo, diverse persone dal Sarrabus si sono comunque recate a Villasalto, restando a debita distanza o direttamente all’interno delle proprie auto.

 

E’ molto toccante il pensiero di Mirko Agus, cittadino villasaltese, con esperienza nel comitato di Santa Barbara negli anni passati: «Domenica ha fatto davvero un brutto effetto. Lunedì non è stato meglio nonostante fossimo già abituati da domenica. Vedere le facce della gente triste, mentre veniva caricata la santa sul pickup, vederla poi allontanarsi da sola, con solo il parroco ha davvero lasciato tutti con un groppo in gola. Una cosa surreale. In chiesa, a causa delle disposizioni, potevano entrare solo 50 persone. E purtroppo, nonostante la possibilità di assistere alla messa all’aperto, la pioggia di domenica ha ristretto ulteriormente la partecipazione. Sicuramente non ci dimenticheremo questa Santa Barbara del 2020». E conclude con un pensiero finale per il comitato: «Chi non ha mai fatto parte di un comitato non può capire il lavoro che c’è dietro. Un lavoro lungo un anno. Dispiace molto».

A Villasalto i comitati in carica sono due, uno per la parte religiosa e uno per la parte civile. Si dividono i compiti e collaborano a stretto contatto. Franco Angius, componente del comitato religioso, racconta l’esperienza particolare di quest’anno: «Siamo uno dei pochi paesi ad avere i due comitati che collaborano. Il comitato civile ha allestito la piazza con bandierine e nastri, ha aiutato a preparare la processione. Anche le altre associazioni sono state preziose. Ma quest’anno è stata proprio triste. Mai vista una cosa del genere, la cosa più penosa è stata dover impedire alle persone di entrare in chiesa. Cercando un lato positivo possiamo dire che è stata una festa più sentita per i villasaltesi, hanno partecipato di più. Di sicuro ce la ricorderemo finché campiamo, è stata molto malinconica. La processione soprattutto, alle spalle di Santa Barbara c’era solo il parroco. Ci siamo mobilitati subito per non annullare completamente i festeggiamenti. È andata così, speriamo sia un evento unico, destinato a non ripetersi».

Se il Gerrei ha già dovuto toccare con mano le restrizioni per il Covid, il Sarrabus naviga ancora in un mare di incertezza per lo stesso motivo.

Da San Vito, l’assessore allo spettacolo e al turismo Elena Mereu afferma: «Per adesso purtroppo non c’è niente in programma. È troppo complicato e non è stato possibile organizzare niente, neanche il tanto atteso «Tui si ca ballisi» e mi dispiace davvero tanto. Stessa situazione anche per «Lillusu e Isposasa», lo scorso anno entrambe le manifestazioni hanno riscosso successo». Anche l’evento più longevo della tradizione sanvitese è in balia dei dati. Conclude l’assessore Mereu: «Siamo in alto mare anche per la Sagra de sa prazzida e se sa pezza de craba».

Molto cauta è anche la sua omologa di Villaputzu, l’assessore e vicesindaco Denise Piras: «Come si può immaginare è ancora tutto molto incerto. Però stiamo cercando di studiare insieme alle associazioni eventi che siano covid-safe. Abbiamo già avuto qualche incontro, ad esempio con l’associazione dei suonatori di launeddas per quanto riguarda l’organizzazione del festival di quest’anno. L’idea di fondo è di non saltare l’edizione ma ripensare la manifestazione in chiave un po’ innovativa, per permetterne una fruizione differente rispetto al passato. Stiamo riflettendo ad esempio su forme itineranti per non creare assembramenti e sull’utilizzo di nuove tecnologie per renderla comunque coinvolgente». Tra gli appuntamenti fissi e attesi dell’estate villaputzese ci sono le sagre. Commenta Denise Piras: «Abbiamo sentito tutti abbastanza incerti sulle sagre e va considerato che già negli ultimi anni la normativa sulla sicurezza (antiterrorismo in questo caso) era stringente e costosa. Adesso non sappiamo ancora bene quanto diventerà tutto più complesso. Però è anche vero che sono ormai meccanismi ben oliati, nel caso la situazione dovesse diventare rosea di punto in bianco, cosa che ovviamente ci auguriamo tutti, sicuramente saremo pronti a organizzare anche in poco tempo. Il problema principale è che in questo genere di eventi la parte della socialità è fondamentale. E ci sono eventi che invece richiedono mesi di preparazione. Penso alla festa del mare ad esempio, è davvero difficile in questa incertezza pensare di iniziare a organizzare». Ma conclude con una piccolissima speranza, seppur da prendere con molta cautela: «Vedremo se sarà possibile pensare a eventi nuovi per quest’anno».

La Festa del Mare, simbolo dell’agosto villaputzese, capace di unire spettacoli, stand artigianali e alimentari, frequentatissima da residenti e turisti, che ha registrato un grande successo anche nell’ultima edizione 2019 animando il lungomare di Porto Corallo fino a tarda notte, è organizzata dalla Proloco. Il presidente e i soci hanno ripreso le riunioni ma il clima di grande incertezza rende impraticabile una qualsiasi organizzazione a lungo termine e che, soprattutto, preveda una grande partecipazione. Afferma il presidente Franco Anedda: «In questo momento pensiamo che sia impossibile fare qualsiasi manifestazione, visto le regole anti covid. Possiamo solo aspettare e sperare che la situazione cambi. Purtroppo è una situazione particolare senza precedenti, difficile fare previsioni».

Il sentimento dell’incertezza accompagna anche Muravera che nel ricco calendario estivo ospita da sedici anni Maskaras, la sfilata delle maschere tradizionali della Sardegna, evento sempre molto atteso. È il sindaco Marco Falchi a raccontare: «Dobbiamo seguire i DPCM e eventualmente restringere ancora. Abbiamo perso la sagra degli agrumi perché eravamo rinchiusi in casa, ora non siamo più rinchiusi ma non siamo neanche liberi. Il problema principale è il contenimento delle persone, negli anni passati ci siamo già scontrati con le varie norme di sicurezza ma quest’anno è ancora più difficile. Ci ragioneremo su ma la vedo molto in salita. E poi personalmente penso che così tante limitazioni possano compromettere la riuscita delle feste». La grande incognita è sempre la partecipazione delle persone, un paradosso dato che le feste sono proprio motivo di aggregazione sociale. Continua Falchi: «E’ il distanziamento a rendere tutto più complesso. Anche per le serate musicali, balli e piano bar, sono concesse purché le persone non ballino. Seduti e fermi ad ascoltare. Tutti dovrebbero stare lontani. È un’estate anomala sicuramente. C’è ancora molta paura in giro, anche i residenti escono poco. Se riusciremo a fare il 30 per cento di turismo sarà grasso che cola».

Sara L. Canu

(ilsarrabus.news)

La foto a corredo dell’articolo è di Valentina Piras

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