Sarrabus

Published on 26 Marzo, 2020 | by Redazione

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SARRABUS. Emergenza Covid-19, chiese vuote e Messe in streaming. I parroci: “Vicini alla nostra gente”

Le chiese sono desolatamente vuote, niente più Sante Messe celebrate dal vivo, tutt’al più via streaming o via radio, Ave Marie e inno nazionale diffusi dagli altoparlanti dei campanili. Nelle parrocchie del Sarrabus non si vive niente di diverso da ciò che accade in tutta Italia per via dell’epidemia di Covid-19. La vita delle parrocchie di San Vito, Villaputzu e Muravera sembra essersi fermata al giorno in cui è scattato il fatidico stop alle celebrazioni sia feriali che festive. A presidiarle ci sono sempre loro, i parroci, rimasti al loro posto, vicino alla loro gente. Don Pasquale Flore, don Franco Serrau e don Emilio Manca, nonostante le limitazioni in vigore cercano in tutti i modi di stare accanto alla gente del Sarrabus che, come altrove, vive un momento di grande difficoltà.

 

“E’ una situazione molto pesante – spiega don Pasquale Flore, titolare della parrocchia di San Vito Martire a San Vito – cerco di rimanere in contatto con i parrocchiani, le famiglie e gli anziani con i mezzi che la tecnologia mette fortunatamente a disposizione. Ogni giorno celebro la Santa Messa che viene trasmessa in streaming dalla pagina Facebook della parrocchia. Le attività caritative della parrocchia non si sono interrotte. Difficile avere contatti con le persone. Non è possibile andare trovare anziani e malati per via delle limiti agli spostamenti. La chiesa rimane aperta ogni giorno per accogliere chi ha desiderio di pregare ma è rarissimo vedere qualcuno. Le persone, dopo il primo periodo in cui canzoni, balconi e flash mob l’hanno fatta da padroni, sta vivendo questo momento in silenzio e intimità dentro le proprie case, un silenzioi carico di riflessione, di riscoperta di valori, quali quello della famiglia, che sono importanti per la propria vita di fede. Si può tranquillamente dire che siamo entrati con grande anticipo nel sabato santo e attendiamo che presto tutto questo sia illuminato dalla grande luce della Pasqua. Ho in animo di celebrare da solo per le vie del paese la via Crucis della Settimana Santa, naturalmente con il benestare delle autorità. Anche per me questo momento non è facile e la lontananza dalla mia famiglia che si trova a Villaspeciosa, l’impossibilità di raggiungerla, si fa sentire”.

A Villaputzu, don Franco Serrau, titolare della parrocchia di San Giorgio Martire ha, tra le altre cose, scelto un modo particolare di far sentire la sua vicinanza alla popolazione: alle 21 in punto di ogni sera gli altoparlanti della chiesa parrocchiale diffondono le note dell’inno nazionale italiano seguito dalla recita di un’Ave Maria.

“E’ diventato un appuntamento molto atteso dalle persone -conferma don Franco Serrau – l’attaccamento alla propria nazione e la preghiera danno molto coraggio in questo momento difficile. Siamo inondati da una marea di informazioni che rende difficile distinguere le cose buone dall’immondizia. A Villaputzu, come altrove, la vita della parrocchia sembra essersi fermata. Le Sante Messe? Ogni domenica la trasmettiamo via streaming dalla pagina Facebook della parrocchia mente il venerdì lo dedichiamo alla Via Crucis. L’emergenza in atto sta facendo riscoprire alle persone il valore della preghiera e non escludo che, passato questo momento, si scopra un nuovo modo di vivere, meno frettoloso e più consapevole. La preghiera è fondamentale: dev’essere di lotta, di battaglia, di resistenza, occorre chiedere a Dio la consapevolezza di superare questa sfida”.

A Muravera, invece, la Santa Messa è possibile ascoltarla ogni giorno dalle frequenze di Radio La Voce, il mezzo che da sempre don Emilio Manca, parroco del paese utilizza per far partecipare, seppur a distanza, alle celebrazioni liturgiche chi non può materialmente essere presente in chiesa. Solo che adesso è un intero paese, per le note limitazioni, ad essere privato della libertà di andare a Messa.

“La vita è cambiata totalmente – spiega don Emilio Manca – si è fermato ogni rapporto. Ma tutto questo ha anche dei risvolti positivi: il periodo d’isolamento sta permettendo di riscoprire valori, prima spesso e volentieri messi da parte. A questo periodo buio, ne sono convinto, seguirà un’epoca nuova, ci si rincontrerà con uno spirito diverso. Dio sa fare cose buone, spetta a noi scoprire cosa di buono contiene questa pandemia. Da un anno preparo questa Pasqua con la convinzione che si tratti di un appuntamento speciale rispetto al solito e in effetti sarà così, le cose stanno evolvendo oltre ogni mia immaginazione. Questa Pasqua sarà davvero straordinaria. Il popolo di Dio è ora privato delle sue liturgie, ma ci sarà un ritorno ad esse più consapevole. E’ un grande disagio per me, indescrivibile, celebrare la Santa Messa senza avere i fedeli davanti, un’esperienza nuova, una sofferenza, ma anche una grande lezione”.

(ilsarrabus.news)

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