Sarrabus

Published on Gennaio 18th, 2021 | by Redazione

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SARRABUS, Covid, nel territorio non c’è spazio per le Usca che “emigrano” nel Gerrei

Le parole chiave della sanità del futuro? Territorio, cooperazione e comunicazione. e questo vale sia per il contrasto al Covid sia nel promuovere una sanità che miri a efficacia, efficienza e ottimizzazione dei processi nel perseguimento del benessere dei cittadini. Nel Sarrabus questo attualmente è mancato, sia nell’effettuazione di test rapidi comunali sia nel chiedere e sostenere  una Usca Territoriale. Altro elemento essenziale è l’individuazione dei Covid-hotel territoriali e il tracciamento dei contatti dei positivi effettuato dai Comuni, più a conoscenza del tessuto relazionale rispetto alle amministrazioni decentrate. Così suggerisce Luigi Cadeddu, medico del 118 e referente del coordinamento sanitario regionale la gestione delle Usca del Cor.Sa. Per superare la pandemia bisognerà cercare il coordinamento, la collaborazione e l’accordo positivo.
«La pandemia – ha detto Cadeddu – ha fatto emergere il ruolo centrale della medicina territoriale: sentiamo parlare di tante ospedalizzazioni, parametri che valutano la saturazione delle terapie intensive ma la mole dei pazienti a domicilio è enormemente più alta, per fortuna con poca sintomatologia o soltanto positivi al virus».

Il Sarrabus non  è attualmente sede di Usca, perchè?
Le Usca? Nel Sarrabus nella prima fase le amministrazioni non le hanno volute tant’è vero che la sede è stata fissata nel Gerrei, a San Nicolò, il comune che ha dato la disponibilità di una sede. Forse la paura che se ci sono le Usca ci sono anche i casi di positività,  ma questo è mettere la testa sotto la sabbia. I casi di positività ci sono comunque solo che tanti rimangono sommersi. Invece ci sarebbe bisogno di individuarli e tracciare i contatti sottoponendo anch’essi a test. Un po’ quello che si è fatto nel Gerrei. E il Sarrabus, vista la sua vocazione turistica, ha urgente bisogno di chiudere la facenda Covid il più rapidamente possibile». 

In quasi tutti i centri del Sarrabus, ad eccezione di Muravera e San Vito sono stati fatti degli screening…
E’ vero, vanno condotti in modo tale da andare a cercare le positività laddove ci possano essere. Molto produttivo concentrarsi sul fare i test a tutti contatti dei pazienti positivi in isolamento domiciliare oppure alle persone (contatti compresi) che, per ragioni di lavoro o di studio, vengono a contatto con tanta gente. La definizione di paese Covid Free è illusoria e rassicurante ma potrebbe allentare le precauzioni standard, ovvero l’uso della mascherina, la distanza sociale e il lavaggio delle mani, possiamo definire un isola covid free se effettuiamo i test rapidi a tutti e monitoriamo gli arrivi.
Cosa potrebbero fare in concreto le amministrazioni?
Una cosa utilissima, visto che si tratta di centri non grandissimi, sarebbe quella di aiutare nella ricostruzione dei contatti dei pazienti positivi. I Comuni, dovrebbero concordare con l’Azienda sanitaria le procedure per individuare strutture idonee. Queste sarebbero fondamentali per gestire pazienti che per mancanza di una rete familiare dovrebbero affrontare da soli il periodo di isolamento domiciliare e, comunque, per evitare il dramma del ricovero a pazienti che in questo modo sarebbero isolati dai loro affetti. Purtroppo vediamo che alcuni servizi, indispensabili per la rete territoriale, diminuiscono per esempio il soccorso di base, sino al 2020 garantito da due postazioni, Villaputzu e Muravera con 16 ore di servizio giornaliero la prima e 24 la seconda, ora è stato ridotto alla sola postazione di Muravera perché la base di Villaputzu è stata trasferita a Villasalto.
Che  cosa ha insegnato questa pandemia in termini di gestione del sistema sanitario? Il virus ci ha dato la possibilità di riflettere su alcuni punti, strategici, di forza e di debolezza del sistema, la dedizione di alcuni colleghi della Medicina di base o dei colleghi delle USCA del Gerrei nel gestire l’epidemia di Villasalto o l’importanza della rete territoriale sanitaria che è fatta da Medici di Base, Guardie mediche Usca e 118, la circonferenza ed i raggi di una visione della sanità che vede spesso il centro, l’ospedale, ma non tutta la ruota. (ilsarrabus.news)

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