Sarrabus

Published on Gennaio 26th, 2021 | by Redazione

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SARRABUS, “Ari serrau cussa buttega”, l’addio ai negozi di un tempo

Ari serrau cussa buttega. Ha chiuso quella bottega. Questa è una delle frasi che in una comunità causa sempre una certa malinconia e nel corso degli ultimi anni si è sentita pronunciare spesso a causa della crisi economica che incombe sull’Italia, accentuata ora dai provvedimenti assunti dal Governo per cercare di combattere la pandemia provocata dal Covid 19. Gli esercizi commerciali storici, in attività da almeno 40 anni, rappresentano per i centri abitati dei “monumenti vivi” e di valore, un aspetto attestato quotidianamente dalle persone, o clienti, che vi si recano per i loro acquisti. Ciononostante si assiste attualmente a un processo di trasformazione o addirittura chiusura di numerosi esercizi commerciali, sia nelle città che nei piccoli paesi, per motivazioni che prescindono dal loro valore storico e culturale. La chiusura di un’attività economica storica determina la perdita di punti di riferimento fondamentali per la ricostruzione della memoria storica, dell’identità e della vita sociale di una comunità.

Il 2021 a  Villaputzu è stato inaugurato con una nota di cambiamento per quanto riguarda  il tessuto economico del paese, infatti ben tre esercizi commerciali hanno chiuso le loro porte; si tratta del panificio Il Fornaio di Pierangelo Schirru, ubicato fra la via Sulis e la chiesa parrocchiale, la bottega della signora Teresa Ledda in piazza Marconi e il salone della parrucchiera Anna Maria Piu, fra la piazza Marconi e la chiesa di Santa Brigida, tre attività che per anni sono state un punto di riferimento per la comunità villaputzese. Frequentare questi luoghi significava incontrarsi con i membri della comunità per avere un momento di dialogo, era l’occasione per ammirare i tessuti antichi nella bottega di piazza Marconi, si poteva gustare il profumo del pane caldo e dei dolci tipici della tradizione sarda, ma soprattutto, col trascorrere degli anni si rinnovava quella reciproca fiducia tra chi gestiva le attività commerciali e la clientela, creando un legame continuo fra passato e presente.

Il registratore di cassa e la bilancia di un vecchio esercizio commerciale

Pierangelo Schirru, classe 1943, offre ai lettori la propria testimonianza, raccontando con emozione l’avventura nel campo del lavoro come panificatore. «Tutto iniziò all’età di 14 anni, a San Vito, quando una zia, Anna Tolu, mi chiamò per fare l’apprendista nel panificio di via Nazionale. Era il 1957. A causa di un bisticcio, fra il 1959 e il 1960, mi allontanai da lei per andare a lavorare da Vargiolu e Siddi, sempre a San Vito, per circa un mese e mezzo». Agli inizi degli anni ’60 nella vita di Pierangelo Schirru avvenne una svolta nell’ambito del lavoro, infatti la zia, Anna Tolu, gli lasciò in gestione il panificio. Gli anni ’60 furono anni di novità per la vita di Pierangelo Schirru; in seguito alla vendita dell’attività di Tito Casula, a San Vito, venne acquistata una vecchia casa in via Angioi e furono inseriti nell’attività legata alla panificazione anche due fratelli, Antonio e Mario. 

«Affinché il pane rimanesse nel proprio paese di produzione agli inizi degli anni ’70 giungemmo a un accordo fra panificatori, stabilendo che si dovesse pagare un’ammenda nel caso in cui gli accordi non venissero rispettati, in modo che ognuno di noi non ostacolasse la vendita negli altri paesi. Il patto ovviamente non fu rispettato e non venne pagata nessuna causale, ma nonostante ciò la nostra avventura non si fermò». Pierangelo Schirru ricorda ancora con emozione quando vendeva il pane a Villaputzu nel negozietto di Delia Marongiu, in via Sulis, con le persone che facevano la fila fuori dal negozio per acquistare il pane. Negli anni ’90 vennero aperte le attività a Muravera e a Villaputzu. Giovanna Mereu era la proprietaria del locale commerciale acquistato nel 1991, ubicato in via Repubblica, nei pressi della chiesa parrocchiale, conosciuto da tutti i villaputzesi, dalle più anziane alle più giovani generazioni. Il locale acquistato da Schirru dalla signora Mereu venne restaurato affinché potesse essere prodotto il pane, inoltre venne realizzato il punto vendita attivo fino a qualche settimana fa, un’attività cominciata 29 anni fa. «Nel 2002 è stato acquistato un altro punto vendita a Villaputzu, in via Nazionale, nei pressi della scuola elementare, dove attualmente lavorano le nostre figlie, Francesca e Barbara, che ricevono il pane da mettere in vendita dai cugini». 

La vita di Pierangelo Schirru è stata una vita di sacrifici, dedicata al lavoro notturno, un’attività che attualmente molti giovani non sono disposti ad affrontare. Nonostante i sacrifici compiuti il lavoro ha donato all’uomo grandi soddisfazioni, che sono state raggiunte grazie all’impegno e all’amore posto nel lavoro. Pierangelo Schirru ringrazia tutti i clienti che nel corso degli anni hanno manifestato la loro fiducia nell’attività, inoltre ringrazia la moglie Luciana, per essergli stata accanto durante gli anni di attività e per il lavoro svolto nella rivendita di via Repubblica. Angelica Porcu (ilsarrabus.news)

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