Sardegna

Published on Aprile 11th, 2020 | by Redazione

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SARDEGNA, Il nuovo corso dell’Isola dopo il Coronavirus: ripartire dal mare.

Ricominciare dalle certezze dell’economia marittima.Nella febbrile attesa che il Coronavirus deponga almeno in parte il suo arsenale di morte e in cima ai pensieri degli uomini torni finalmente la programmazione del proprio futuro, al momento cruciale delle scelte strategiche della ripartenza la Sardegna dovrà fare leva sui propri punti saldi e aggrapparsi con la forza della disperazione alle proprie certezze. E in cima all’agenda della politica e al libro delle priorità, tra le sicurezze di un’Isola dalle infinite promesse e dai troppi sogni infranti, sarà finalmente il tempo di collocare il più fondamentale dei capitoli: quello del mare.

 

Constatare quanto il mare sia una voce preminente dell’economia sarda è un esercizio facilissimo se si guardano i dati di una regione che da tempo si attesta al primo posto in Italia per numero di passeggeri trasportati su traghetto, al secondo per movimentazione di rinfuse liquide e al terzo per tonnellate globali di merce movimentate. Numeri eloquenti diffusi nei giorni scorsi con il Bollettino statistico dell’Associazione dei porti italiani (Assoporti) per l’anno 2019, che confermano per il terzo anno di seguito il ruolo preminente della realtà sarda nello scacchiere della portualità nazionale pure al netto della contrazione del traffico container. Una contrazione deflagrata senza più limiti in questi giorni di lockdown mondiale causa Covid – 19, ma che per forza di cose, prima o dopo, lascerà nuovamente il campo a una competizione interna e internazionale in cui la Sardegna potrà tornare a recitare il ruolo della protagonista.

A scorgere le cifre del Bollettino di Assoporti si rimane impressionati dalla rilevanza che la Sardegna riveste per il sistema del trasporto marittimo nazionale con il primato indiscusso nel trasporto passeggeri su traghetto a lungo raggio con quasi 5 milioni di unità trasportate, alle quali vanno ad aggiungersi le ulteriori 845 mila di Portovesme e le 284 mila circa di Santa Teresa trasportate a corto raggio. Numeri eloquenti che non si limitano al trasporto passeggeri: a testimoniarlo è il secondo posto nella classifica nazionale della movimentazione delle rinfuse liquide, alle spalle dello scalo di Trieste – Monfalcone, con quasi 28 milioni di tonnellate complessive trasportate.

Che nell’anno 2019 il sistema del trasporto marittimo sardo abbia funzionato a pieno regime lo si può evincere anche dal dato relativo alle merci trasportate su gomma, per un totale di quasi 11 milioni di tonnellate movimentate, e dai numeri impressionanti registrati nel totale delle merci movimentate (cioè sommando le voci rinfuse liquide, solide, contenitori, varie e trasporto su gommato) con oltre 46 milioni di tonnellate complessive. Numeri che fanno della Sardegna una realtà indiscussa e imprescindibile del trasporto marittimo nazionale e che vedono l’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna attestarsi al terzo posto tra le 16 Autorità nazionali alle spalle di due “colossi” come Trieste – Monfalcone e Genova – Savona.

Ancora grandi opportunità di crescita da cogliere invece nel comparto crocieristico, dove le oltre 457 mila persone in transito nell’Isola nel 2019 costituiscono appena l’ottavo dato nazionale. Unico dato negativo da registrare quello relativo ai container movimentati, che vedono la Sardegna arretrare dall’ottavo posto in Italia degli anni scorsi al decimo posto del 2019: un dato in netta controtendenza che si spiega con la crisi del Porto canale di Cagliari, praticamente fermo a partire dalla scorsa primavera.

«I dati pubblicati nel Bollettino di Assoporti sono la conferma del potenziale immenso dell’economia marittima isolana» commenta l’assessore comunale alle politiche del mare di Cagliari Alessandro Guarracino «e una chiara testimonianza di quanto il comparto del mare sia uno dei settori decisivi da cui far ripartire tutta l’economia sarda quando finalmente l’emergenza Coronavirus sarà superata». «Ma questi numeri sono anche una testimonianza inequivocabile di quanto la “ferita” del Porto canale di Cagliari debba essere quanto prima rimarginata» chiosa Guarracino «per restituire la piena competitività al sistema portuale della Sardegna e ridare a Cagliari uno strumento prezioso di sviluppo economico e crescita occupazionale».

Nicola Silenti

(ilsarrabus.news)

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