Sanità

Published on Luglio 7th, 2018 | by Redazione

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SANITA’. L’importante è inaugurare: habemus elisoccorso

Bisognava assolutamente tagliare il nastro il 1° luglio e così è stato. L’elisoccorsorappresenta l’ennesimo esempio, molto ‘politicamente corretto’, della teoria per cui è fondamentale inaugurare, non la reale validità dei progetti, perché è fondamentale portare a casa la ‘medaglietta’.

 

Come è accaduto per la costituzione della grande famiglia dell’Azienda per la tutela della salute (Ats), che ha preceduto l’approvazione della riforma della rete ospedaliera e, soprattutto, senza una preventiva riorganizzazione del territorio. Che ha avuto come conseguenza un disastro sull’assistenza sanitaria. In questi giorni (stranamente solo ora) fioccano preoccupazioni e proposte da varie parti: associazioni come Medicina democraticaRete sarda per la difesa della sanitàcomitato Sanità bene comunesindaci in ordine sparso e addirittura alcuni consiglieri regionali di maggioranza. L’assessore Arru e la Giunta Pigliaru è contestata su tutti i fronti, dalla sanità ospedaliera a quella del territorio. La promessa (elettorale) di qualche assunzione di personale non basta a risolvere un problema strutturale, è sbagliata tutta la visione organizzativa. E poi, gli accorpamenti, fortemente precipitosi, della Azienda ospedaliera universitaria (Aou) con l’ospedale SS. Annunziata a Sassari e, soprattutto, quello degli ospedali Businco e Microcitemico col San Michele Brotzu aCagliari. A distanza di quasi due anni, i pazienti sardi e il mondo sanitario sanno bene cosa è successo: risparmio zero, accorpamento sulla carta e qualità dell’assistenza pessima.

Tornando al ‘battesimo’ dell’elisoccorso, sarebbe utile leggere le tante mission per le quali è stata costituita l’Areus (Azienda regionale emergenza urgenza sarda). Per quasi un anno si è occupata esclusivamente dell’elisoccorso: era necessario istituire una nuova Azienda per organizzare un bando, formare 60 operatori sanitari (ne servirebbero il doppio), coordinare le due Centrali 118, già sufficientemente organizzate? Tutto questo, peraltro, smantellando un ottimo servizio estivo di ambulanze a supporto delle guardie turistiche. Strano modo di gestire la sanità e le già scarse risorse. Pur di tagliare il nastro, il previsto 1° luglio, gli ultimi dieci giorni sono stati caratterizzati da incessanti riunioni inconcludenti, con oltre 50 partecipanti (troppi per poter prendere le necessarie decisioni). L’Assessore, sempre moltobritish, ha auspicato che l’efficienza dell’elisoccorso sia pari a quella del pit stop della Ferrari, ma sopratutto non ha perso l’occasione per scagliarsi contro chi lo ha preceduto (“stiamo scontando le conseguenze della mancata programmazione”). A distanza di quattro anni, se anche fosse vero, una ‘scusa’ del genere appare ridicola. E’ troppo facile accusare gli altri della propria incompetenza e incapacità.

Come dimenticare che, per tutto il 2014, i ‘vecchi’ direttori  generali delle ex Asl non sono stati messi in condizione di operare (non hanno mai incontrato e parlato con l’Assessore) ed è stato perso un anno. Sarà curioso constatare se tutti i dirigenti, nominati da questa Giunta regionale, allorquando Arru verrà sostituito si dimetteranno, così come lui lo aveva preteso, proclamando l’era in cui la politica non sarebbe più entrata nel mondo sanitario. Parole tanto sante, quanto false: basta controllare il ‘pedigree politico‘ dei nominati dalla Giunta Pigliaru, troppo facile.

Doctor House

(ilsarrabus.news) in collaborazione con Admaioramedia.it

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