Gerrei

Published on Luglio 25th, 2020 | by Redazione

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SANITA’. I sindaci del Sarrabus-Gerrei: “L’ospedale muore, il presidente della Regione ci dia risposte”

Il Presidente della Regione, Christian Solinas venga nel Sarrabus-Gerrei per un confronto con i Sindaci e con una rappresentanza delle associazioni per verificare la situazione dei servizi dell’ospedale “San Marcellino” che nel tempo sono stati progressivamente ridotti fino a ridurre lo stesso ad una sorte di scatola vuota.

 

E’ l’appello dei primi cittadini del Sarrabus-Gerrei e delle associazioni che da anni si battono per la tutela della salute dei cittadini che nei giorni scorsi si sono riuniti per esaminare, ancora una volta, quella che è ormai diventata una vera e propria emergenza.

L’ospedale del Sarrabus, come ha evidenziato il presidente dell’Unione dei Comuni, Marco Antonio Siddi, è privo di un pronto soccorso pienamente operativo e adeguato a ricevere tutte le casistiche di gravità, ridotto a una sorta di punto di primo soccorso, nel quale confluiscono solo casistiche da codice bianco o verde e fuori dalla rete di soccorso in emergenza e urgenza gestito dall’AREUS.

“Attualmente non è in atto alcuna riforma della rete ospedaliera, né su altre partizioni dei servizi sanitari regionali – ha spiegato Marco Lampis, sindaco di Escalaplano – L’unica riforma che sta attuando il governo regionale è la cancellazione dell’ATS e il ritorno alle vecchie e numerose ASL, quindi una diversa organizzazione del governo della sanità nei territori, ma senza incidere direttamente sui servizi al cittadino, né ospedalieri, né ambulatoriali e di specialistica”.

Gli altri sindaci presenti, quelli di Muravera (Marco Falchi), Castiadas (Eugenio Murgioni), Villasimius (Gianluca Dessì), Silius (Marino Mulas), Villaputzu (Sandro Porcu), la capogruppo di minoranza in consiglio comunale a Muravera, Milena Mocco e Lidia Todde, in rappresentanza delle associazioni hanno messo in evidenza come sia inaccettabile la situazione di totale decadimento dei servizi in cui versa l’ospedale di Muravera: un pronto soccorso depotenziato e reso inappropriato con la sostanziale chiusura delle sale operatorie e, in particolare della Chirurgia d’urgenza h24, chiusa per essere sostituita da una chirurgia programmata, con bassissimi numeri, praticamente ridotti al nulla con il definitivo trasferimento di tutti gli anestesisti, oggi confluiti sul Santissima Trinità di Cagliari

Si è convenuto sul fatto che un ospedale senza chirurgia di emergenza, che manca solo perché non ci sono gli anestesisti, non può avere un pronto soccorso adeguato e, di conseguenza non è più un ospedale, ma un grande poliambulatorio dove la specialistica è ancora sospesa con la motivazione delle restrizioni imposte dalla pandemia da Covid-19, con uno stato di emergenza prorogato fino al 31 dicembre 2020.

“Un servizio di oncologia, considerato da tutti gli utenti una vera eccellenza – si evidenzia in una nota stampa – ma oggi ridotto ad essere sostenuto da un solo medico oncologo, quindi non più in grado di assicurare certezza di trattamento e cure per i pazienti oncologici dell’intero territorio. Le domande che è legittimo porsi sono queste: cosa succederà quando il medico oncologo dovrà assentarsi per ferie o altre motivazioni? Quando si deciderà la sanità pubblica a riprendere quei servizi di specialistica interrotti con la “motivazione” del Covid-19 e mai ripresi? Servizi che, nel frattempo, la sanità privata sta assicurando (a coloro che possono permetterselo). Quando saranno mantenute le promesse fatte a questo territorio, prima, durante
e dopo la campagna elettorale per le regionali del 2019?”.

Queste le richieste: “Per l’ospedale di Muravera – si legge nel comunicato stampa congiunto – si disponga, senza ulteriori indugi, una deroga rispetto alle attuali previsioni per gli ospedali di zona disagiata, in modo che possa essere dotato, H24 e 365 giorni all’anno, di un servizio di chirurgia di emergenza, con anestesisti in sede, e pronto soccorso nella pienezza delle sue funzionalità, che torni ad essere punto di confluenza anche degli interventi di soccorso in emergenza urgenza da parte del 118, che, oltretutto, è da potenziare con urgenza; Che il problema della carenza di anestesisti, se non con nuovi reclutamenti, possa essere superato con l’utilizzo a rotazione di tutti quelli attualmente disponibili e in servizio, oggi dislocati al Santissima Trinità di Cagliari; Che venga immediatamente assicurata la presenza di un numero sufficiente di medici di oncologia nel relativo servizio. Se necessario anche con mobilità temporanea da altri presidi ospedalieri dove queste figure sono presenti; Che si cominci a definire e attuare una strategia di intervento sui servizi di medicina territoriale. Non vogliamo più sentire promesse, né ripetere che l’ospedale non si chiude. L’edificio che dovrebbe ospitare l’ospedale San Marcellino, lo vediamo tutti che non è chiuso, ma vediamo anche che non offre i servizi che dovrebbe. Ovvero quelli essenziali”.

(ilsarrabus.news)

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