San Vito

Published on Aprile 17th, 2021 | by Redazione

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SAN VITO, Marco Antonio Siddi contro Alberto Cuccu, sarà questa la sfida elettorale?

Sarà probabilmente una sfida a due quella delle prossime elezioni amministrative a San Vito. La consiliatura ufficialmente avrà termine nel giugno di quest’anno ma, causa emergenza Covid ancora in corso, si voterà quasi sicuramente dopo l’estate.
Ai nastri di partenza due (quasi sicuri) candidati anche se ancora non hanno ufficialmente proclamato le loro intenzioni. Ci sono pochi dubbi sul fatto che a correre per la poltrona di sindaco ci sarà Marco Antonio Siddi, 73 anni, attuale primo cittadino. Contattato telefonicamente, l’interessato oppone un secco «no comment» alla cronista che chiede lumi sulle sue intenzioni ma è praticamente un mistero di Pulcinella che Siddi intenda chiedere all’elettorato il rinnovo del mandato e per questo starebbe lavorando per mettere insieme una squadra che vada oltre l’attuale maggioranza, una compagine che gli permetta di portare a termine una serie di progetti avviati in questa consiliatura, in modo particolare quello sulla casa di riposo per anziani che, come ha avuto modo di ribadire a più riprese, è una di quelle realizzazioni alla quale tiene di più.
Di certo (salvo clamorose sorprese, naturalmente) non saranno in campo gli ex-sindaci Patrizio Buccelli e Maria Gabriella Meloni. Buccelli, sindaco dal 2001 al 2011 e consigliere comunale di minoranza fino al 2017, anno in cui ha rassegnato le dimissioni) ha più volte ribadito il fatto di non volersi ricandidare per le Comunali e di non aver alcuna intenzione di sostenere alcuna lista.
Chi invece lascia intendere già da ora di voler fare sul serio è Alberto Cuccu, 38 anni, attuale capogruppo di minoranza (è subentrato proprio a Patrizio Buccelli). Cuccu starebbe preparando una squadra di giovani preparati (sul modello di quanto ha fatto in due occasioni Sandro Porcu a Villaputzu) per tentare di conquistare la fascia tricolore.
Alberto Cuccu non si sottrae alle domande della cronista e delinea quelle che saranno le tematiche che intende portare all’attenzione degli elettori a partire dalla cultura e dell’identità del territorio, in modo particolare la prossima riapertura del museo: «L’amministrazione – dichiara – non ha mai richiesto il riconoscimento regionale del Museo, perdendo così un “treno” importante che avrebbe consentito a San Vito di centrare due importanti obiettivi. Il primo quello di ottenere una crescita culturale in termini generali e benefici dal punto di vista economico-turistico e di immagine per San  Vito, tanto più sotto l’aspetto della salvaguardia del patrimonio identitario comunale. Il secondo avrebbe consentito di  radicare la “cultura di sistema” con altri Musei per adottare strategie coordinate di valorizzazione, comunicazione e promozione».
Altro tema caro, e “caldo”, per i sanvitesi riguarda il blocco PUC che incatena l’edilizia del paese da diversi anni, un tasto dolente per le varie amministrazioni comunali. Cuccu spiega che è necessario «rimettere mano al lavoro già portato aventi dalle precedenti amministrazioni, perché non rispondente più a quanto previsto dalle attuali procedure e prescrizioni dettate dalle norme di attuazione del PPR e dal Mosaico dei Beni Culturali. Come se non bastasse oltre al danno c’è anche la beffa di dover spendere altri 12 mila euro  per pagare un nuovo Archeologo che dovrà  procedere ad eseguire numerosi adempimenti colpevolmente fermi da anni. Purtroppo sull’approvazione del PUC si sono formate grandi aspettative (andate deluse) da parte della popolazione e del tessuto imprenditoriale non solo locale e a nulla sono valse le nostre continue sollecitazioni formulate ogni anno in Consiglio Comunale».
Quanto a San Priamo secondo Cuccu «è necessario portare a compimento il patto (CQII), a suo tempo stipulato tra il Comune e gli abitanti di San Priamo, che ha messo sul piatto oltre 2 milioni di finanziamento statale e 800 mila euro di fondi comunali per la messa a punto di interventi finalizzati al  recupero del villaggio e dei suoi edifici da destinare a servizi commerciali, artigianali e di pubblica utilità (farmacia rurale o dispensario farmaceutico, Medico di Famiglia, Sportello Comunale, Spazi per Associazioni). Cuccu auspica che così si porterà a compimento un importante passo anche per combattere lo spopolamento, inoltre afferma che gli interventi non dovranno fermarsi al villaggio, in quanto sarà necessario coinvolgere le molteplici potenzialità presenti nel territorio,  le Borgate vicine di Tuerra I e II, Monte  Porceddus».
Il tema dell’emergenza Covid-19 da lo spunto al quasi certo candidato sindaco di toccare il tema a lui caro dei «consigli Comunali in presenza e aperti al pubblico, senza rispettare i protocolli di sicurezza disposti dalla stessa amministrazione, creando potenziali luoghi di contagio, estremamente pericolosi per tutti, esattamente il contrario di quello che si pretendeva dai cittadini».
Quanto alle politiche giovanili «neanche 1 euro è stato mai stanziato nei bilanci comunali approvati, nonostante le nostre rimostranze sull’importanza della promozione di interventi e progetti destinati ai giovani nei settori delle attività formative, di orientamento, di potenziamento della creatività, anche attraverso specifiche erogazioni di contributi, attraverso le risorse sia del Fondo nazionale per le politiche giovanili che dei fondi UE», ha spiegato Alberto Cuccu.
Quanto al consigliere  “dissidente” Gianfranco Mattana, 50 anni, ha da tempo dichiarato di non volersi candidare  col gruppo che sta allestendo l’attuale sindaco, Marco Antonio Siddi ed è altamente improbabile che entri nella squadra di Cuccu col quale negli ultimi tempi è in forte polemica. Ci sarà una terza lista? Non è escluso, dal momento che, almeno a quanto riferisce “radio paese” non pochi vorrebbero un candidato sindaco diverso da Cuccu e Siddi. Staremo a vedere.
Angelica Porcu
(ilsarrabus.news)

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