Mare sì o mare no? In tempi di Coronavirus sono i SALUTE, Estate & Covid-19, mare o montagna? Gli esperti in virologia si dividono – IlSarrabus.news

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Published on Maggio 20th, 2020 | by Redazione

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SALUTE, Estate & Covid-19, mare o montagna? Gli esperti in virologia si dividono

Mare sì o mare no? In tempi di Coronavirus sono i  tanti a forsi questa domanda fatidica soprattutto all’approssimarsi della stagione estiva? Sarà pericoloso, in termini di pericolo di contagio, farsi un salutare bagno a mare nella spiaggia che si è sempre frequentata?

 

«Nell’acqua c’è una diluizione pazzesca, la quota di goccioline va quindi a disperdersi – rassicura il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano, direttore sanitario dell’Istituto Galeazzi e presidente Anpas – Il vero problema è il contesto per arrivarci: un conto è l’organizzazione di uno stabilimento, altro è predisporre controlli nelle spiagge libere per garantire il distanziamento sociale. Senza contare che il bagnasciuga è uno spazio libero dove chiunque può passare».

Ma anche in acqua, in caso di richiesta di soccorso, il rischio di contatto e, contagio, permane. «Non possiamo tuffarci con la mascherina, è evidente – precisa Pregliasco – servono protocolli simili a quelli che stiamo attuando su tutte le ambulanze anche per chi opera per soccorrere i bagnanti».

Sul fattore climatico come ostacolo per la diffusione del virus si sofferma il professor Giulio Tarro, virologo: «Il fattore climatico è senza dubbio fortissimo nella diffusione di questa epidemia – spiega Tarro –  Come si fa a non vedere che i numeri del contagio scendono drasticamente al sud? Il mare, il sole hanno difeso una parte d’Italia dal contagio. Ma non solo dai noi, anche all’estero. L’Africa – tocchiamo ferro – per ora risulta pressoché indenne. I virus influenzali con il mare soffrono. Il Covid, pur con la sua specificità e la sua virulenza appartiene a quella famiglia. E soffre. Perché fatica a diffondersi. Il virus si replica a temperature basse e umide. Accade per il rinovirus, e spero che accada anche per il Coronavirus».

Il caldo farà scomparire il virus? Non è del tutto convinto il professor Massimo Andreoni, virologo del Policlinico Tor Vergata e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive: «Rimane la speranza di un’attenuazione legata al caldo – spiega – Con il caldo non tutto scomparirà ma è auspicabile un calo dei casi come avviene per tutte le virosi respiratorie. Detto questo, dovremo essere bravi a tenere sotto controllo la malattia per arrivare poi all’autunno con una nomerosità dei casi modesta. Il rischio che non dobbiamo correre nella “fase 2” – così come è invece successo nella prima fase – è permettere al virus di camminare senza poterlo controllare. Dobbiamo essere attenti a non permettere che ci sia una numerosità di casi striscianti, più o meno manifesti, che poi determinino un’improvvisa esplosione difficilmente controllabile. La malattia deve essere controllata nella numerosità dei casi sperando, e io sono ottimista, che arrivi il vaccino».

Dove conviene passare allora le vacanze, laddove possibile, al mare o in montagna? «Più montagna sinceramente – argomenta Andreoni – perché il distanziamento tra le persone è molto più semplice rispetto al mare dove è più facile il concentramento delle persone». E di fronte a chi sostiene che il mare, con lo iodio, faccia bene? «Una persona innanzitutto deve incontrare il virus – conclude Andreoni –  Il mare può avere i suoi vantaggi: il sole, la temperatura, lo iodio, ma sicuramente paga uno scotto importante sul problema dell’assembramento. Se mi chiede se è meglio lo iodio o il poco assembramento, opterei comunque per quest’ultimo».

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