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Muravera

Published on Maggio 19th, 2020 | by Redazione

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MURAVERA, Troppe carenze in organico, l’ospedale a rischio chiusura

Troppe carenze nell’organico dell’ospedale San Marcellino di Muravera e il rischio chiusura è sempre più concreto. Mancano anestesisti, cardiologi, radiologi, ortopedici ed ora  anche il reparto di oncologia ha perso un medico. Sui rischi della chiusura, sulla carenze di organico e sul depotenziamento le denunce non mancano. Nel corso degli anni le ha urlate (spesso inascoltato) il comitato “Salviamo l’ospedale San Marcellino” e la sua coordinatrice Lidia Todde. Il colpo di grazia potrebbe averlo assestato il trasferimento degli anestesisti deciso nello scorso mese di marzo.

 

Proprio le gravi carenze organiche sono state affrontate in un recente riunione del personale sanitario ed amministrativo del Presidio insieme alla dirigenza del Servizio 118, il direttore Giovanni Fois e dei dirigenti vertice dell’ATS, Sergio Marracini e Giorgio Pia. Si tratta di carenze che, purtroppo, hanno forti ripercussioni anche sul servizio 118, visto che costringono l’ambulanza medicalizzata 118 al trasporto a Cagliari dei pazienti in codice rosso o giallo sia dal Sarrabus-Gerrei che dall’ospedale San Marcellino di Muravera, con una mancata copertura dell’emergenza territoriale del territorio per fino a cinque ore e grave disagio dei pazienti stessi.

Alla riunione era presente in qualità di ospite Marco Falchi sindaco del comune di Muravera che, a chiusura dell’incontro ha sottolineato l’importanza strategica, dal punto di vista occupazionale e turistico, del Presidio ospedaliero e la sua azione sanitaria non solo per i residenti del territorio del Sarrabus-Gerrei ma per le migliaia di presenze turistiche che ogni estate arrivano nell’area tra Villaputzu e Villasimius, solo l’anno scorso dai dati ISTAT registrati ben oltre i 2 milioni.

Sulla mancanza di anestesisti il primo cittadino di Muravera ha ribadito che «dieci casi di pazienti ammalati di Covid-19 riverati in rianimazione a Cagliari non giustificano il fatto che un ospedale come il nostro rimanga sguarnito di queste fondamentali figire. L’epidemia non deve un comodo paravento per smantellare un opedale che è di importanza fondamentale non solo per il nostro territorio ma anche in funzione del nostro sistema turistico».

I sindaci del Sarrabus incontreranno presto i vertici della Regione e dell’Azienda di Tutela della Salute: sul tappeto proprio la questione ospedale San Marcellino e il suo (di fatto) ridimensionamento.

A smentire categoricamente le voci di chiusura dell’ospedale è proprio il suo direttore sanitario, Sergio Marracini per il quale non solo si limita a negare qualsiasi ipotesi di serrata ma le definisce senza mezzi termini «campagna elettorale». Muravera e Villaputzu sono i due centri del Sarrabus interessati dalle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale e per l’elezione del nuovo sindaco. Marracini ribadisce le ragioni per le quali gli anestesisti sono stati trasferiti all’ospedale Santissima Trinità di Cagliari: «L’emergenza Coronavirus – spiega – non è ancora finita. Ne abbiamo trasferito uno e il suo apporto è fondamentale in quella struttura». Se l’emergenza Covid-19 non consente, a detta del direttore sanitario del San Marcellino, di abbassare la guardia, lo stesso rassicura i sarrabesi: «Ritengo che entro il mese di giugno e comunque non appena l’emergenza sarà cessata, gli anestesisti torneranno a Muravera».

Stesse rassicurazioni per l’oncologa: «Non è stata trasferita – spiega Marracini – ma ha vinto un concorso per un’altra sede».Insomma, stando alle parole di Marracini, parlare di smantellamento sarebbe improprio: «Negli ultimi 15 anni c’è stato un incremento dei servizi» taglia corto il direttore sanitario.

Altro elemento di preoccupazione per i cittadini è il pronto soccorso, ormai declassato a punto di primo soccorso: in buona sostanza l’intervento è garantito per i codici bianchi e verdi, mentre dai gialli bisogna affidarsi ai pronto soccorso di Cagliari. E questo comporta spesso e volentieri un vai e vieni di ambulanze la cui “assenza” lascia il territorio sguarnito per ore, aspetto che potrebbe comportare dei seri problemi in caso di seria emergenza. Sul pronto soccorso e di un ripristino delle sue antiche funzioni Sergio Marracini è catogorico: «Le cose rimarranno così come sono, visto che questa è una procedura ormai consolidata in tutte le analoghe strutture italiane».

Quanto al mancato utilizzo dell’ospedale quale centro specializzato per malati di Covid Marracini sottolinea che si è persa una buona occasione: «L’ospedale sarebbe diventato un punto di riferimento in campo nazionale».

(ilsarrabus.news)

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