Muravera

Published on Dicembre 12th, 2020 | by Redazione

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MURAVERA, Proroghe facili e rifiuti scomparsi, l’inchiesta non si ferma

Proroghe e ancora proroghe, anche in mancanza di requisiti per poter svolgere l’attività oggetto dell’appalto. Continua, anzi si allarga, l’inchiesta ha portato alla luce irregolarità e illeciti nella gestione dell’appalto sulla pulizia delle strade a Muravera e alla scoperta dello smaltimento illegale di 1500 tonnellate di rifiuti, oltre che di fatturato di costi non riconducibili al capitolato.

I finanzieri della Tenenza di Muravera e gli uomini del Corpo Forestale coordinati dal pm della Procura di Cagliari, Luca Forteleoni, scavano a fondo in quello che si sta rivelando un autentico scandalo in salsa muraverese. Nei giorni scorsi il Gip Lucia Perra ha interrogato i due funzionari del Comune di Muravera, Paolo Alterio (capo dell’ufficio tecnico comunale, difeso dall’avvocato Massimiliano Ravenna) e Federico Contu (geometra con la responsabilità di controllo degli appalti dell’Ente). Alterio ha risposto alle domande del Gip mentre Contu, assistito dall’avvocato Fabio Cannas, ha preferuto presentare una memoria difensiva. Dalle indagini è emerso che la società sotto inchiesta, La Roccia s.r.l.) i cui titolari, Andrea Farci e Tiziana Seu (già interrogati dai magistrati) già nel 2014 non aveva più i requisiti per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Eppure la società ha ottenuto la proproga dell’incarico dal Comune di Muravera per gli anni successivi.

Un fatto del quale i due funzionari comunali dovranno dare spiegazioni. Per loro l’ipotesi di reato, per ora, è quello di abuso d’ufficio aggravato e continuato ma la posizione dei due indagati potrebbe anche aggravarsi. Il pubblico ministero ha chiesto nei loro confronti l’interdizione dall’attività professionale, provvedimento che, allo stato attuale, non è stato ancora preso dai giudici, ma non è così remota nemmeno l’ipotesi del rinvio a giudizio. Ai due viene contestato il fatto di non aver vigilato sull’appalto. Ma le indagini, come già detto, non si fermano e gli uomini della Guardia di Finanza di Muravera e i rangers della stazione del paese seguono altri filoni. Gli investigatori hanno appurato l’esistenza di altri rifiuti pericoli oltre alle 1500 tonnellate già individuate e consistenti in materiale edilizio (provenienti da demolizioni), pneumatici e batterie di auto, insomma una vera e propria bomba ecologica. Ma la domanda che ci si pone è la seguente: possibile che nessuno si sia mai accorto che La Roccia s.r.l. non aveva più le autorizzazioni per svolgere il servizio di raccolta e conferimento dei rifiuti che invece prestava (e lo prestava da anni con tanto di proroghe messe nero su bianco) per il Comune di Muravera? E che fine hanno fatto gli altri rifiuti pericolosi, oltre a quelli già individuati? Fatto sta che la società di Tiziana Seu e Andrea Farci, non solo non aveva le autorizzazioni per lavorare ma dichiarava anche il possesso di tre macchinari, i quali non erano mai stati nella disponibilità del parco logistico dell’azienda ma per la cui manutenzione e impiego venivano emesse delle fatture a carico del Comune di Muravera. (il sarrabus.news)

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