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Published on 27 Gennaio, 2020 | by Redazione

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MURAVERA, Il Giorno della Memoria e gli orrori della Shoah ricordati dai ragazzi delle scuole medie

In occasione della Giornata della memoria la scuola media Dante Alighieri di Muravera, ha dedicato una mattinata di attività a questa triste pagina della nostra storia, con un programma davvero ricco.

 

I ragazzi hanno lavorato in diverse discipline e hanno prodotto materiale interessante che mette in evidenza quanto il periodo storico in discussione colpisca la loro sensibilità.

Dopo la visione del filmUn sacchetto di biglie”, tutti hanno partecipato a un dibattito durante il quale è stato messo in evidenza quanto sia necessario parlare sempre degli orrori della Shoa e delle guerre in generale, perché è importante, per questa generazione e per quelle a venire, conoscere quanto è accaduto, per evitare di ripetere certi orrori.

Guidati dalla professoressa Marcialis, docente di Musica, gli alunni hanno cantato alcune canzoni e suonato alcune musiche a tema. Alcuni hanno composto delle poesie e realizzato dei disegni, guidati dalla professoressa Aresu, altri hanno scelto di leggere dei passi di libri dai quali sono stati particolarmente colpiti, altri ancora hanno raccontato la loro esperienza relativa alla visita del campo di Auschwitz-Birkenau.

Hanno parlato degli oggetti accatastati in grandi teche, che erano appartenuti ai prigionieri: migliaia di occhiali, scarpe, montagne di capelli e poi la visita alle camere a gas e ai forni crematori, dai quali i ragazzi sono usciti ammutoliti dall’orrore provato.

E’ stato messo in evidenza che tra le vittime di questo orrore non c’erano solo gli ebrei, ma anche zingari, omosessuali, disabili, malati psichiatrici, testimoni di Geova e dissidenti politici. Si è parlato di Pierre Seel un francese iscritto in un registro per omosessuali a sua insaputa e per questo deportato ad Auschwitz, di due dissidenti politici italiani anch’essi finiti nello lager, dei 500,000 zingari deportati e dei quali non si è più saputo niente. Ma anche dei malati psichiatrici che venivano sterilizzati o soppressi nei primi sei anni di vita.

E’ stato dato anche spazio ad un episodio della storia attuale: il caso di Liliana Segre, 89 anni, sopravvissuta all’Olocausto, reduce dai campi di sterminio, tesoro nazionale che attualmente vive sotto scorta perché bersagliata da insulti e minacce sui social. La Segre ha deciso, come altri sopravissuti, di andare nelle scuola per testimoniare l’atrocità della sua esperienza di deportata, perché raccontando, vuole che ricordiamo questo terribile massacro.

(ilsarrabus.news)

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