MURAVERA, Davide Ladinetti nel gotha del motocross italiano. Il sindaco Piu: “Orgogliosi di lui”
In Sardegna il motocross non è mai stato uno sport per molti. È una disciplina che non fa sconti, fatta di costanza, polvere e ostinazione. Forse per questo, quando un ragazzo di Muravera riesce a farsi largo nel panorama nazionale, la notizia corre veloce. Lui si chiama Davide Ladinetti, vent’anni, e da due stagioni sta riscrivendo la sua storia con una determinazione che non fa rumore ma lascia il segno.
«La mia passione è impossibile da datare — racconta — perché con le moto ci sono nato. L’ho scoperta quando avevo quattro anni, al circo. A un certo punto sono sparito: mi hanno trovato dietro il tendone, incantato davanti a una gara, manco a dirlo,di motocross». In quella scena c’è già tutto: la fuga, la sorpresa, il destino.
Gli inizi sembravano tutt’altro che promettenti. «La prima “motina” l’ho rotta dopo quindici minuti. Avevo distrutto le mollette del variatore perché acceleravo troppo», ride. La prima gara, a Nuoro, fu persino peggiore: «Un flop totale. Non ho fatto nemmeno un giro». Ma il seme era piantato, e a otto anni Davide era già in sella alla 65 FMI, a stringere i denti e imparare.
Poi sette anni di silenzio. «Dal 2016 al 2023 non ho toccato una moto, per vari motivi familiari e non. Non sapevo nemmeno se sarei tornato». Invece è tornato. E non in punta di piedi. «Ho saltato due categorie fondamentali, l’85 e la 125. Sono passato direttamente al 250. Mi costringe ancora oggi a inseguire gli altri, ma stiamo recuperando velocemente».
Il 2023, dunque, è l’anno della ripartenza vera. Davide partecipa al Campionato Regionale Sardo MX2 e chiude 8° su 37 iscritti. «Era il mio primo anno dopo sette anni fermo. Arrivare ottavo su 37 è stato un segnale enorme». Arriva anche la convocazione al Trofeo delle Regioni, la sua prima gara oltre mare: «Per me è stato incredibile. È una gara a squadre, due piloti per categoria. Ritrovarmi lì, dopo tutto quel tempo, ha significato tantissimo».
Il 2024, invece, è l’anno del salto di qualità. Davide partecipa al Campionato Internazionale Supermarecross, categoria AMA MX2, chiudendo 9° su 44: «Per me è stato un risultato enorme. Correre sull’internazionale ti cambia tutto: ritmi, piste, mentalità». Poi debutta nel Campionato Italiano AMA Rider/Expert, categoria MX2 Rider, chiudendo 36° su 125, nonostante una gara in meno: «Il livello è altissimo. Lì prendi gli schiaffi che ti servono per crescere. Due giorni di gara, piloti con molta più malizia. Devi imparare in fretta a tirare fuori i denti».
Nel frattempo, qualche apparizione sporadica anche nel Regionale: «Mi serviva per fare esperienza e chilometri».
La svolta arriva a fine stagione. «Mi ha chiesto di unirmi il team MF Racing di La Spezia. Non me l’aspettavo. Sono ragazzi giovani, come me, e hanno visto qualcosa che forse io non vedevo ancora». Il 2025 porta con sé due cambi fondamentali: «Sono passato da KTM a Honda, e soprattutto dalla categoria Rider a quella Expert. È un salto importante. È come giocare in un altro campionato».
E Davide non corre da solo: «Per correttezza lo dico sempre: oltre al team MF Racing, nel 2025 ho rappresentato anche il Motoclub Iglesias. Ci tengo molto».
Il 2025 è un anno complicato ma istruttivo. Partecipa all’Italiano AMA Rider/Expert e chiude 59° su 104, un risultato che non racconta la crescita reale: «È stato un anno duro, pieno di imprevisti. Ma sono cresciuto tantissimo. Non sempre la classifica racconta la strada che hai fatto».
Allenarsi, nel motocross, è quasi un’altra vita. «È uno sport psicofisico. Durante le manche ho medie da 210 battiti e picchi a 220-230. Se hai testa ma non hai fisico non vai. Se hai fisico ma non hai testa, non vai comunque». Tra dicembre e gennaio ci sono mesi di ferro: «Ci stremiamo apposta. Poi c’è il mantenimento, ma è comunque durissimo: tre allenamenti fisici e due o tre in moto ogni settimana».
Nel panorama sardo, Davide è un’eccezione. «Nel 2025 sarò l’unico sardo a seguire tutto il campionato dalla MX2 in poi. Altri fanno qualche apparizione, ma io ci sono sempre. È una responsabilità, ma anche un orgoglio».
Da fine 2024 Davide documenta tutto online: «Sto raccontando il mio percorso su Instagram e YouTube. Voglio che sia d’ispirazione. Chi pensa di essere fuori tempo si sbaglia. Io ho saltato sette anni e due categorie, ma sono ancora qui».
E l’obiettivo non è nascosto: «Ho fame. Mi alleno ogni giorno. Non ho paura degli infortuni. Voglio vedere dove riesco ad arrivare».
Parole semplici, dritte, senza retorica. Proprio come il suo stile quando corre: concreto, rapido, essenziale. Muravera lo guarda crescere come si guarda un figlio del territorio. Il Sarrabus lo applaude. E il motocross italiano ha iniziato a segnarsi il suo nome: Davide Ladinetti. Un ragazzo che non ha ancora mostrato tutto quello che può fare.
L’amministrazione comunale segue da vicino la sua ascesa. «È un esempio per tanti ragazzi: determinato, serio, capace di rialzarsi», afferma il sindaco di Muravera, Salvatore Piu. Sulla stessa linea l’assessore allo Sport, Matteo Plaisant: «Il suo percorso dimostra cosa significa credere nei propri obiettivi. Come Comune saremo sempre al suo fianco». (ilsarrabus.news)
