Muravera

Published on Dicembre 29th, 2020 | by Redazione

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MURAVERA, 687mila euro dalla Regione per il potenziamento del Pronto Soccorso del San Marcellino

697mila euro dalla Regione per il potenziamento del punto di primo soccorso dell’ospedale San Marcellino di Muravera. La giunta regionale ha dato il via libera alla rimodulazione degli investimenti previsti nel Piano di riorganizzazione della rete ospedaliera in emergenza Covid con un incremento dei fondi destinati al potenziamento dei pronto soccorso. Un’operazione che porta la dotazione finanziaria regionale da 3,2 milioni a un totale di 16,7 milioni per la realizzazione di interventi che andranno ad ampliare la portata di quanto già previsto nel Piano approvato a luglio. Dodici complessivamente gli ospedali indicati nella rimodulazione degli interventi, fra cui l’ospedale del Sarrabus.

“Il Covid – ha detto il presidente della Regione, Christian Solinas – ha cambiato il modo di concepire la sanità nel mondo. Investire negli ospedali e nei servizi del territorio è stata la nostra priorità ancora prima che la pandemia arrivasse nell’Isola e lo è ancora di più oggi. Proseguiamo su questa strada guardando al futuro, tutelando la salute dei sardi”. La rimodulazione degli interventi, secondo i nuovi fabbisogni indicati dalle Assl, riguarderanno, in sintesi, gli ospedali: Giovanni Paolo II, Olbia (2,3 milioni di euro); Paolo Dettori, Tempio Pausania (1,6 milioni); Civile di Alghero (2 milioni); A. Segni, Ozieri (2,4 milioni); San Camillo, Sorgono (223 mila euro); Paolo Merlo, La Maddalena (398 mila); Marino, Cagliari (868 mila); Cto, Iglesias (245 mila); San Marcellino, Muravera (687 mila); Nostra Signora di Bonaria, San Gavino Monreale (4,6 milioni); Nostra Signora della Mercede, Lanusei (925 mila); A. G. Mastino, Bosa (516 mila)

“Dall’inizio dell’emergenza abbiamo realizzato numerosi interventi sui nostri ospedali. L’investimento approvato – dichiara l’assessore regionale della Sanità, Mario Nieddu – consentirà ulteriori adeguamenti dei pronto soccorso anche attraverso l’ampliamento degli spazi e, in alcuni casi, la realizzazione di nuovi volumi e la predisposizione di aree specifiche come zone dedicate alla gestione dei casi sospetti in attesa del risultato del tampone, aree di isolamento, ma anche semplicemente la dotazione di nuovi macchinari e strumentazione”. (ilsarrabus.news)

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