Apertis Verbis

Published on Dicembre 8th, 2018 | by Redazione

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L’OPINIONE. Fra poco si vota, non dimentichiamoci di chi ci sta privando del diritto alla salute

Una banale caduta, un braccio rotto, la corsa al pronto soccorso dell’ospedale di Muravera. È accaduto di recente ad una bambina del Sarrabus, una storia comune a tante altre. Al pronto soccorso, una volta effettuato l’esame radiografico, alla bambina viene assegnato il codice giallo il che in queste contrade suona come una condanna: le cure del caso non possono essere impartite all’ospedale di Muravera ma la piccola paziente dev’essere accompagnata a Cagliari. 70 chilometri in auto con chissà quali disagi e dolori per la piccola paziente che alla fine è stata curata in uno dei pronto soccorso del capoluogo.

 

Eh si, perché a Muravera non era possibile nemmeno fare un’ingessatura. Una storia ordinaria per raccontare gli effetti, forse quelli meno evidenti della riforma della rete ospedaliera attuata partorita dall’attuale giunta regionale ma che ha tanti “padri nobili” (delle più disparate colorazioni politiche) in coloro che hanno preceduto gli odierni occupanti delle stanze dei bottoni della Regione Sardegna. Una “banale” frattura dicevamo.

E se fosse stato un infarto, un ictus o una donna colta assai prematuramente dalle doglie magari nel non tanto vicino Gerrei? Tanto c’è l’elisoccorso, direbbe qualcuno sbrigativamente. Il punto è che non si gioca con la vita delle persone. O non si dovrebbe. Ed è quello che, invece, è stato fatto, approfittando dell’indifferente menefreghismo di tanti cittadini, di tanti di noi, di troppi che ragionano col classico motto “mi n’dara importai“. Ora però è il momento di ricordarci di tutto ciò, visto che fra qualche mese avremo a disposizione, a mo’ di arma, la matita copiativa e la scheda elettorale. Ricordiamoci di chi ha perpetrato questo scempio ma anche di chi ne ha posto le premesse, ricordiamoci di chi ha appoggiato una porcheria simile e magari verrà a domandarci, con falsa umiltà, di accordargli la preferenza per mantenere il tanto agognato scranno.

Abbiamo ancora a disposizione l’arma del voto. Usiamola. E usiamola anche quando saremo chiamati a rinnovare i nostri consigli comunali ed eleggere i sindaci dei nostri centri. A proposito, a che punto sta la tanto sbandierata azione legale contro la Regione che ci ha letteralmente scippato l’ospedale? Perché i nostri rappresentanti non hanno agito in maniera più incisiva?

Perché tanti, troppi di noi se ne sono letteralmente fregati? Va bene che non siamo francesi e il gilet giallo lo indossiamo (e neanche tanto) solo quando rimaniamo in panne con l’auto, però, diamine, certa indolenza è davvero intollerabile. Ricordiamoci di tutto questo proprio ora che è periodo di feste, che è tempo di bilanci, che è tempo, fra qualche mese, di fare delle scelte.

Michele Garbato

(ilsarrabus.news)

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