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Villasimius

Published on Dicembre 12th, 2020 | by Redazione

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L’INTERVISTA. Tore Sanna: “A Quartu un’avventura esaltante ma non abbandono Villasimius”

Graziano Milia, il trionfatore delle elezioni comunali a Quartu Sant’Elena l’ha voluto come suo vice per i cinque anni di mandato che, a sentire le sue intenzioni, dovrebbe servire a far ripartire la città dell’hinterland Cagliari. E Tore Sanna, per trent’anni primo cittadino di Villasimius, ha detto sì ad una condizione: «poter continuare a servire il mio paese anche dai banchi dell’opposizione in consiglio comunale».  Il compito che lo attende non è dei più semplici: oltre a quello di vicesindaco ricoprirà anche il ruolo di Ambiente, Turismo, Bilancio e Personale, settori chiave per la vita di qualunque comune. Incarichi che non spaventano Sanna che ha dalla sua un’esperienza politica iniziata ai tempi della cosiddetta Prima Repubblica: sindaco di Villasimius per tre decenni, consigliere regionale (è stato anche vice-presidente dell’assemblea sarda), consigliere provinciale. Non basta: Tore Sanna è stato anche uno dei padri fondatori dell’Unione dei Comuni del Sarrabus, organismo che sta andando malinconicamente verso un mesto epilogo.

Vice-sindaco e assessore a Quartu, consigliere comunale a Villasimius, un impegno mica da poco…

L’impegno che mi è stato chiesto a Quartu è molto forte, è di quello che mi ha costretto a rimettermi completamente in gioco. Ho deciso di accettare, conscio del fatto che dovrò dare il meglio di me stesso  sia a Quartu che a Villasimius, dove il dovere di rappresentare nel modo migliore gli 850 elettori che mi hanno accordato la loro fiducia. E’ un impegno gravoso che affronterò portando il mio bagaglio di esperienza, di cultura che ho accumulato in questi anni attraversot tutti gli incarichi che ho avuto la fortuna di ricoprire.

Non abbandonerà Villasimius, quindi…

Non ci penso nemmeno, E poi il compito di consigliere di minoranza, seppur impegnativo, è limitato ad una funzione di controllo degli atti che vengono assunti dalla maggiornaza ma anche di proposizione proprio ora che ci si sta avviando a definire programmi importanti come l’adeguamento del Puc al PPr, il piano din utilizzo dei litorale e soprattutto far ripartire un minimo di programmazione a lungo termine che non riguardi solo lo stretto territorio di Villasimius ma anche quella che doveva essere l’Unione dei Comuni, un’entità nata con le migliori intenzioni ma che, a causa delle visioni campanilistiche emerse specie negli ultimi anni, sta andando verso un lento declino, tanto più che si prospetta una riassorbimento nella Città Metropolitana di Cagliari che diventerà nient’altro che la fotocopia della vecchia Provincia. 

La cittadinanza di Villasimius è molto preoccupata per la situazione dei contagi da Covid-19…

Non più tardi di due settimane fa, abbiamo presentanto un’interpellanza per effettuare un serio screening sulla popolazione. A maggio venne fatto un controllo basato su test sierologico che produsse il convincimento errato che noi fossimo una zona Covid-free. Adesso sarebbe il momento di fare un controllo molto più approfondito partendo dalle fasce di popolazione più esposte,  gli operatori della sanità e comunali, gli anziani, i ragazzi delle scuole. Dobbiamo avere dati certi su cui lavorare. Invece stiamo procedendo a tentoni con situazioni imbarazzanti: qualche giorno fa in occasione dello screening ai ragazzi delle scuole mi hanno segnalato che nessuno ha accolto gli operatori dell’Ats che sono arrivati nel piazzale antistante la caserma dei Carabinieri, area deputata per lo svolgimento dei test, dove però non c’era un tendone, un gazebo, nessun controllo. Il Comune dovrebbe attrezzarsi in modo migliore anche se non direttamente interessato. La situazione in paese, dalle mie informazioni, sta peggiornado: i casi hanno superato la trentina, mancano dati precisi e non c’è nessun controllo sulle attività.

L’Unione dei Comuni del Gerrei ha recentemente lanciato una campagna di screening della popolazione, nel Sarrabus si è andati in ordine sparso…

Non mi stupisce. In questi anni si è distrutto il lavoro dei primi anni dell’Unione dei Comuni. I nuovi amministratori hanno di nuovo messo in discussione l’Unione minandone le basi: c’è chi si è ripreso i vigili, chi altre funzioni prima comuni. Ora confluiremo nella Città Metropolitana ma in ordine sparso. Un altro conto sarebbe stato arrivarci uniti e forti. Immersi nell’oceano della Città Metropolitana singolarmente significa non contare nulla. (ilsarrabus.news)

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