Apertis Verbis

Published on agosto 7th, 2018 | by Redazione

1

L’INTERVENTO. Un autista dei pullman di linea si racconta fra i pericoli della strada e utenti maleducati

Ho perso il conto dei chilometri e delle curve, degli insulti che mi hanno urlato mentre ero alla guida di quella “scatoletta” lunga dodici metri. Oltre a schivare gli idioti che chattano con lo smartphone e cercano contemporaneamente anche di guidare, ho tentato di dare informazioni agli utenti a bordo, ho risposto pazientemente alle richieste degli utenti a terra.

 

Ma come si fa a rispondere ad ogni richiesta quanto si sono già accumulati venti minuti di ritardo? Non posso interrompere un servizio pubblico per dare informazioni anche a tutti, altrimenti gli utenti a bordo perdono l’aereo e oltre al biglietto devo pagar loro anche l’albergo. E poi dovrebbero spiegarmi come mai chi stai tutto il giorno a smanettare con lo smartphone, non abbia l’acutezza di cercarle su Internet le informazioni. O no?

Capitolo biglietti a bordo: è troppo difficile mandare un semplice sms per pagare con il credito telefonico, oppure collegarsi al sito dell’azienda e acquistare il ticket con carta di credito? Hanno deciso di partire tutti all’ultimo minuto e non hanno fatto in tempo ad acquistarlo in rivendita (così dicono) e poi, non hanno credito sul cellulare.

L’autista cosa fa? Deve stare attento a fare i biglietti, a dare il resto altrimenti ci rimette di tasca. L’utente tipico? Per pagare tre euro e cinquanta di biglietto arriva con cinquanta Euro. Ok e vai con il primo, con il secondo e alla fine ti scappa un “ma arrivare con le monetine no?”.

Finalmente in viaggio: qualcuno si sveglia che non è stato avvisato che doveva scendere al paese precedente, come se l’autista gli dovesse fare da balia. Poi c’è un’altro che amoreggia alla fermata con la fidanzatina e quando vede con la coda dell’occhio l’autobus, molla la presa, lo rincorre e si sbraccia. Al che l’autista gli ricorda che la fermata è a richiesta e se non solleva il braccino per far capire che deve salire è molto probabile che la prossima volta rimanga a piedi.

Poi c’è quello che dice: “Scusi ma non doveva passare alle 22.08? L’autista lo guarda e gli chiede da dove viene e in che mese dell’anno sta vivendo la sua esperienza di vita. Il mio calendario segna agosto, sabato per giunta, giorni cruciali per l’esodo dei vacanzieri: “Tutta sta gente parte? Se siamo diretti all’aeroporto secondo te?”.

E ancora: “Scusi, guardi che il mio traghetto parte”. Ma prendere l’autobus precedente no?”. E mica mollava la spiaggia due ore prima…

Finalmente il tanto sospirato arrivo in stazione, l’autista apre i portelloni e arriva il genio, quello sveglio: “Scusi manca la mia valigia”. L’autista scende a verificare nel vano bagagli ne è rimasta solo una e gliela indica. “E’ la mia? –  chiede il passeggero – tHa ragione, mi scusi non l’avevo riconosciuta”.

E meno male che dovevo solo guidare”, sospira l’autista. Storia vera, di tutti i santi giorni o quasi.

Un autista

(ilsarrabus.news)

:
Condividi sui social e seguici:

Tags: , ,


About the Author



One Response to L’INTERVENTO. Un autista dei pullman di linea si racconta fra i pericoli della strada e utenti maleducati

  1. Sergio Di Stefano says:

    Concordo perfettamente con il collega, “ormai ex” in quanto ormai sono in pensione: ma effettivamente al Conducente viene richiesto di svolgere non solo la sua professione che già è sufficientemente gravosa, ma deve sopperire ormai da molti anni, anche alla funzione di bigliettaio,di controllore, di ufficio informazioni, di difensore dei più deboli sull’autobus ed altro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top ↑
  • Notizie più recenti

  • Seguici su Facebook

  • Commenti recenti

  • Archivi

  • Categorie