Apertis Verbis

Published on Giugno 30th, 2018 | by Redazione

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L’INTERVENTO. Il personalissimo Vangelo della Diocesi cagliaritana nell’accoglienza dei migranti

Rullino i tamburi: la Diocesi di Cagliari scende in campo per l’accoglienza dei migranti. Rompendo un silenzio che dura ormai da anni, la Chiesa guidata da Arrigo Miglio si lancia sul tema, volendo mostrare di stare sul pezzo. L’appello del Papa ad accogliere i migranti con gesti di generosità evidenti risale al 2016: la diocesi cagliaritana ci ha impiegato due anni e mezzo a raccoglierlo, ma tanto nessuno se lo ricorda ed è bene far finta di nulla.

 

Meglio gonfiarsi come la rana dalla bocca larga per il risultato spacciato come inarrivabile: tenetevi forte. Ben due ragazzi di colore sono da ieri ospiti della Chiesa cagliaritana. In una parrocchia? In una famiglia? Manco per sogno: staranno nel casermone dei padri saveriani, alla periferia cagliaritana, in locali di cui da tempo la diocesi non sa che fare. Un po’ come Villa Asquer (che ospita un centro di accoglienza Caritas), si tratta di un immobile caduto in disuso e nel silenzio più totale, che di volta in volta, a seconda dell’emergenza, viene utilizzato per i rom, per i senza fissa dimora o per qualche anziano prete saveriano che passa in città e che la stessa diocesi non ospita altrove. Tutta la Chiesa di Cagliari – 133 parrocchie, centinaia di sacerdoti, diaconi e mezzi preti, decine di locali vuoti – può ospitare appena due ragazzetti. Al loro arrivo all’aeroporto di Elmas è stato organizzato un tifo da stadio ben più chiassoso di quello riservato a blasonate star del calcio, che atterrano in città per prendere servizio nella locale squadra di serie A.

Non che nel frattempo sull’accoglienza si sia dormito, sia ben chiaro: ad impegnarsi in questi ultimi dieci anni sono stati soprattutto i centri di accoglienza periodicamente gemmati e controllati dalla Caritas, che – grazie alla potente organizzazione ecclesiale guidata dal ‘prete-manager’ Marco Lai, che gode dell’8×1000 – possono anticipare quattrini e saldare fatturecon più agilità rispetto ai comuni mortali, che invece sono costretti a chiudere senza che nessuno lo racconti in giro. Mentre l’accoglienza cosiddetta laica arranca e serra bottegaper colpa dei ritardi dello Stato nei pagamenti delle rette per i migranti ospiti, quella cattolica (soprattutto quella marcata Caritas) non soltanto resiste, ma addirittura periodicamente rifiorisce senza curarsene.

Basta, come in questo caso, pescare dalla ruota un qualche format nazionale e riproporlo in salsa sarda: ad accogliere i due selezionatissimi migranti quattro gatti di fedeli con le lacrime agli occhi, ma con telecamere e taccuini spianati al seguito del benedicente Miglio (che l’aeroporto, dicono, frequenti spesso e volentieri) e striscioni plastificati preconfezionati. I due rientrano in una ben più ampia iniziativa nazionale, in cui altre diocesi hanno brillato per generosità e numeri molto più alti di ragazzi accolti. Non sarà un po’ pochino accogliere due – dico due – migranti? A proposito: e il detto evangelico “non sappia la tua destra ciò che fa la tua sinistra” oppure il più ficcante “quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini”? Forse sono frasi che qualcuno ha cancellato dal personalissimo Vangelo dell’attuale guida della diocesi cagliaritana. O magari si tratta di una temporanea amnesia. Al contrario, non una parola dalla diocesi cagliaritana è stata detta in tutti questi anni sulla gestione dei flussi migratori in Sardegna: al di là di un paio di vuoti comunicati partoriti dalla galleria del vento della Conferenza episcopale sarda, emessi solo quando proprio non se ne può fare a meno, l’ordine è di non disturbare il manovratore che ingrassa il meccanismo.

D’altra parte, la Regione manda in giro per la Sardegna l’assessore Filippo Spanu ad annunciare che tutto va bene e che i migranti da noi stanno tutti benone: in visita nelle scuole superiori come se piovesse, l’esponente della Giunta Pigliaru ha passato l’ultimo anno scolastico a stringere mani a ragazzi di colore e a rassicurare che tutto va per il meglio, mettendoli in cattedra in tutti gli istituti scolastici del regno a raccontare la loro storia lacrimosa.

Poi soldi regionali non ce n’è, e quelli che ci sono arrivano in ritardo: ma Spanu passa, benedice, rassicura e distribuisce pacche sulle spalle, sempre con lo stesso spartito e sempre con la stessa orchestra. Potete dormire sereni, salviniani sardi. Qui ci pensa lui. Pazienza se poi i migranti spariscono senza lasciare tracce perché la seconda accoglienza in Sardegna fa acqua da tutte le parti: si tratta certamente di poche voci stonate di grillini insoddisfatti. Va tutto bene: e in Giunta ci credono.

Zaccheo

(ilsarrabus.news) in collaborazione con Admaioramedia.it

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