“Lontano, lontano, dove cresce il pepe”. L'autrice, Eli..." /> LIBRI. Elisabetta Waltzl, simiese d’adozione, racconta in un libro la sua intensa vita – IlSarrabus.news

Cultura

Published on luglio 9th, 2018 | by Redazione

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LIBRI. Elisabetta Waltzl, simiese d’adozione, racconta in un libro la sua intensa vita

“Lontano, lontano, dove cresce il pepe”. L’autrice, Elisabetta Waltzl che vive e lavora a Villasimius, paese al quale è legatissima, accompagna il lettore attraverso la sua voce interiore, voce che le ha insegnato ad accogliere e ad accettare ogni variante della vita e a comprenderla.

 

Attraverso questo sembra riconoscere ciò che di straordinario si annida nelle cose ordinarie, perché le sente pulsare in ogni cellula. Ed è quel sentire che racconta di relazioni di sentimenti con i suoi cari, l’istante in cui nascono, il tempo che abitano, i luoghi in cui vivono. Lo fa mettendosi a nudo, ricordando ogni dettaglio degli avvenimenti passati, per ripercorrere la strada che l’ha portata fino a qui, specchiandosi nelle storie di ciascuno, quelle che incontra stando al mondo, senza mai dare il mondo per scontato.

Per tutto il percorso di lettura il lettore stesso riconosce la voce della scrittrice come familiare percorrendo le sue esperienze passate con un racconto che ci viene proposto in maniera autentica e sincera. Lo stile dell’autrice è molto curato e preciso, riesce a catturare le emozioni e a raccontarci con impeto e realismo le storie che hanno incrociato il suo cammino. L’amore non viene raccontato in maniera banale e scontata ma viene descritto in modo onesto, ci viene raccontato anche da una cruda realtà senza filtri in certi passaggi, senza romanzare il testo. È proprio questo che rende il libro vivido, reale e vicino a noi. In ogni pagina troviamo delle frasi da sottolineare che rappresentano delle piccole-grandi verità di una vita intensa vissuta con consapevolezza dove le esperienze della vita ti crescono, ti formano,ti fortificano.

L’autrice prende per mano i lettori, come se li invitasse a casa a guardare assieme le foto che percorrono la sua vita, raccontando la parte più delicata di sé e della propria famiglia. Questo libro è il ritratto di una donna che voleva afferrare il mondo e c’è riuscita perché ha accettato ogni fase della sua esistenza e delle esperienze vissute con la consapevolezza che nulla è facile, nulla è mai semplice e scontato. È la storia di un intera vita narrata da un emozione attenta a trasformarsi in pensiero e parola, da una sincerità schietta, necessaria ed elegante. Il lettore non spia il dolore altrui in certi passaggi delicati ma viene invitato con una sorta di empatia attraverso foto e aneddoti privati come ospite gradito in una famiglia come le altre, ma solo in apparenza.

Una famiglia speciale nella sua unicità. Condivide la sua indagine con noi,ci esorta ad appropriarci del suo passato,ad affrontare con lei ogni tappa vissuta e a farla anche un po nostra. «Statemi a sentire» sembra dirci.  E non c’è altro che possiamo fare se non seguirla nel suo racconto dettagliato di una vita intensa dove nulla viene meno. Delicato il richiamo alla memoria dei propri cari, ricordi mai sfumati, ma intrisi in memoria olfattiva. Nel finale emerge serenità e grande amore per la vita, grazie all’avvenuta rielaborazione dei vissuti e alla riconciliazione con un passato dove tutto non è sempre stato rose e fiori. Ne scaturisce un esperienza di vita intima e personale sulla libertà, responsabilità, educazione,valori etici. La lettura è gradevole, una stesura che cattura sin da subito. Le esperienze raccontate, forti ed esemplari.

Una lettura consigliabile soprattutto a chi ancora fatica ad accettare la vita con i suoi alti e bassi, per comprendere le ragioni umane che ci spingono ad andare avanti, a vivere la vita a pieni polmoni. Una sorta di fiducia pervade la stessa stesura del libro, nella scelta di ogni singola parola,una voce così nitida e intensa,dove tutti noi possiamo trovare un punto di incontro con l’autrice, che ci invita a riflettere sul “nulla è facile”, ma vale la pena viverla questa vita affrontando piccole e grandi onde come un bravo navigatore sa fare in un mare imprevedibile. Il continente, un altro continente, una nuova città, l’isola (la Sardegna e Villasimius): troviamo sempre quel che cerchiamo nell’odissea del nostro andare, perché ovunque andiamo ritroviamo noi stessi in relazione con il mondo e l’amore per la vita.

Katia Monni

(ilsarrabus.news)

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