Apertis Verbis

Published on Aprile 23rd, 2020 | by Redazione

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LA LETTERA. Che società verrà fuori dall’epoca del #iorestoacasa?

#ioRestoincasa Questa parola, oramai somatizzata, la stiamo sentendo in continuazione in tutti i canali di informazione, (giornali, canali televisivi, media in generale, megafono con mezzi di trasporto), con avvertenze che richiamano gli accorgimenti necessari a impedire la trasmissione dell’infezione. Credendo nell’importanza, io obbedisco, cerco di essere rigoroso e rispettoso, accetto e condivido gli sforzi effettuati dal governo nazionale, cercando di applicare alla lettera le prescrizioni.

 

#ioRestoincasa Ho accolto con favorevole riconoscenza gli sforzi e i volontari contributi individuali effettuati da diverse categorie professionali, che non si sono tirate indietro con donazioni di attrezzature, dispositivi, logistica e anche provviste di prima necessità per tutti coloro che adesso si trovano in prima linea per fronteggiare questa grave pandemia e per quelli che la stanno subendo gravemente.

#ioRestoincasa Ho, mio malgrado, capito che le scelte politiche possono modificare le sorti di tantissime persone e di un’intera nazione, in particolare quelle relative ai settori della sanità e della scuola. Nel primo caso, nonostante l’estenuante e coraggiosa applicazione del sistema sanitario, le sue maestranze si stanno accreditando come i nuovi eroi dell’ultima generazione. Il sistema politico in questo ultimo decennio ha contribuito, con le diverse finanziarie, al taglio di risorse sui servizi essenziali per la causa del rigore e il risparmio, ma è nella condivisione di tutti che forse si doveva agire diversamente; non si possono garantire i servizi essenziali con i tagli, con le eccellenze per pochi e le discriminazioni nei territori. Si è preferito trascorrere il tempo politico per acquisire consensi tramutabili in consenso elettorale, senza intervenire realmente all’interesse del paese.

#ioRestoincasa I giovani, quelli cresciuti in quest’ultimo decennio, con una scuola sempre più debole, oramai incapace di trasmettere, con gli attuali strumenti, gli apprendimenti e le conoscenze come un tempo sono accerchiati e depistati da altri valori e pretese del “tutto subito senza nessun sacrificio”. Adesso molti di questi proveranno anche altre discriminazioni dall’attuale contingenza scolastica, i nuovi diplomandi potrebbero essere ricordati come i “vini” delle peggiori annate. Speriamo che possano, nonostante tutto, esprimersi dignitosamente agli esami, salvando almeno quelli più meritevoli, coloro che si sono applicati durante tutto il percorso scolastico.

#ioRestoincasa Molti di noi, troppi, sono stanchi di restare a casa, ma si prosegue. In questi lunghi giorni di isolamento, lontano dai familiari, dagli stretti cari amici “grandi amici”, l’attesa di normalità si fa pesante. La pandemia ci ha lasciato una grande tristezza, ha sacrificato tanti, soprattutto quegli uomini e donne più vulnerabili, quegli che hanno fatto la nostra storia contemporanea, quelli che ce l’hanno raccontata, compresa quella non scritta sui libri, ma vissuta. Ricordiamo che le conquiste più importanti di cui noi attualmente usufruiamo in maniera naturale e scontata, per esempio, la sanità, la scuola e università per tutti, sono il frutto delle lotte delle generazioni degli anni 40-50, quella generazione oggi vittima del Covid. Leggendo e ascoltando i mezzi di comunicazione attuali, si assiste a un programma con sempre gli stessi attori, figuranti che occupano dei ruoli oramai neanche nominati da noi, che hanno modificato le conquiste delle generazioni passate senza apportare innovazioni e i risultati sono negli occhi di tutti.

#ioRestoincasa Ancora, grande e tanta solidarietà da parte di coloro che contribuiscono in solido, partecipando attivamente, rendendosi disponibili per il prossimo in momenti di estrema difficoltà per tante categorie del mondo del lavoro e sociale. In contemporanea si assiste, come ai tempi della rivoluzione Francese o meglio del nostro Re, che in momenti di pericolo, la migliore scelta per alcuni è stata la fuga dal contagio, verso luoghi più “sicuri”, vedi la transumanza del mese di marzo, verso la nostra regione da parte di molti, non curanti delle possibilità di contagio e degli sforzi di altri per contenerlo. Ancora, come precisato in alcuni programmi di attualità televisivi nazionale, la pandemia offre grandi opportunità e utili personali a pochi, nel piccolo suffragato dai distributori commerciali di generi alimentari, che vendono, senza controllo a prezzi sempre più alti.

#sonostancodirestareincasa E’ bella la solidarietà, sembra che in questo momento storico molto difficile, si stiano materializzando nuovi valori, lo spirito sociale e il rispetto dello Stato. Tutto questo, in un periodo di riflessione, pensieri, scambi di opinioni, è arrivata una nuova consapevolezza: la fine di una “guerra” porta a una nuova ripartenza, nuova e sana. Il volontariato non basta, ci vuole anche altro, ci vuole la responsabilità di partecipare in maniera diretta e costruttiva nel fare, chi ha le capacità deve inserirsi in sostituzione di coloro che ripetono lo stesso programma, scenario. Bisogna attivarsi in prima persona, affinché la ricostruzione diventi una nuova opportunità per tutti, bisogna esserci, non demandare, essere presenti per competenze, controllare, vigilare per noi stessi e per le generazioni future, come lo fecero in tanti di quelli che ci hanno lasciato di recente. Saludi e trigu a tottus.

Un lettore – Muravera

(ilsarrabus.news)

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