Apertis Verbis

Published on Aprile 24th, 2019 | by Redazione

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LA LETTERA. Baccu Locci, la cattedrale nel deserto di Villaputzu

Trascorrere la Pasquetta alla vecchia miniera di Baccu Locci ha qualcosa di magico e misterioso. Per andarci, visto che la strada che conduce al sito non è una delle più comode, è meglio attrezzarsi di una macchina adeguata a quell’impervia strada. Dalla vecchia statale 125 al nuovo Hotel, “costruito un paio di anni or sono”, sono esattamente sette chilometri ma occorrono 45 minuti per arrivarci.

 

Volevo vedere ancora una volta le miniere di arsenico ove in tempi lontani aveva lavorato mio padre. Quando sono arrivato alla vecchia lavanderia, ho visto quell’imponente mole trasformata in un albergo in mezzo a una verde e strabiliante natura creata da una mano divina. Panorama mozzafiato adornato dai mille colori della primavera.

Là, in quel lembo di paradiso, con i soldi dell’Unione Europea hanno costruito una struttura per albergare turisti e no. Questa struttura, essendo nuova, manifesta già delle screpolature nei muri perché abbandonata da alcuni anni al suo destino. Non so chi fosse il progettista o il perché di quella costruzione fuori ogni contesto, in un sito desolato e fuori della civiltà ove nessuno avrebbe il coraggio di bersi un cappuccino in un remoto angolo del mondo.

A Cattedrali nel deserto siamo ormai abituati in Villaputzu, ma in questo caso è assai assurdo dissolvere soldi in progetti già morti prima di nascere. Difficile capire come i nostri amministratori comunali abbiano accettato un simile disastro dando un nullaosta a imprese per costruire certi monumenti destinati all’abbandono eterno.

Egidio Loi – Villaputzu

(ilsarrabus.news)

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