Esteri

Published on Dicembre 15th, 2020 | by Redazione

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ESTERI, Non si sblocca il caso delle tre navi italiane bloccate in Cina

Navi italiane bloccate in Cina

Il Natale si approssima e non sembra sbloccarsi la situazione delle tre navi italiane ferme in rada in porti cinesi. Permane il divieto della Cina alla riapertura dei porti per merci provenienti dalla Australia il che non consente l’avvicendamento dei marittimi italiani a bordo da ormai più di una anno. Le autorità italiane stanno seguendo la vicenda mentre il mondo “marittimo” italiano sta facendo sentire la sua vicinanza ai marittimi a bordo , sollecitando nel contempo le autorità italiane interessate a fare tutto il possibile per riportare a casa i marittimi italiani, alcuni ormai da più di un anno a bordo, tenuto anche conto che trattasi di una partita”tutta economica”. Le navi in questione sono la “Antonella Lembo”, “MBA Giovanni” e la “Chiara d’Amato” con un totale di 62 persone a bordo di cui 20 italiani e 42 filippini. Per questi ultimi c’è stata una sorta di avvicendamento per chi aveva superato 14 mesi di navigazione .E’stata promossa da dieci comuni italiani, luogo di residenza di molti dei venti italiani a bordo, una videoconferenza che ha visto tra l’altro l’intervento dei sindaci di Napoli, Termoli, Livorno, Messina, Procida, Monte di Procida, Crotone Sant’Aniello e Vico Equense. Questa task-force dei comuni ha interessato il Governo italiano ed in particolare il ministro degli Esteri ed il MIT per avviare tutte le procedure per il rientro dei marittimi italiani che si trovano a bordo dei mercantili e che vivono ormai da troppo tempo una situazione paradossale. I contratti di arruolamento sono ampiamente scaduti e quindi c’è una situazione in contrasto con le norme della MLC .Ultime notizie registrano un intervento del MIT attraverso il Comando Generale delle Capitanerie di porto che, come amministrazione di bandiera, è in contatto con le autorità cinesi tramite l’ambasciata italiana a Pechino per permettere il cambio degli equipaggi. Alla base della questione si registra anche una controversia commerciale tra la Cina ed Australia pertanto per trovare una soluzione alla vicenda ci dovrà essere anche una mediazione internazionale. Nicola Silenti (ilsarrabus.news)

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