Esteri

Published on Maggio 9th, 2020 | by Redazione

0

ESTERI, I nuovi martiri della Turchia

Il regime di Erdogan ha accusato il gruppo musicale Grup Yorum, che fa musica politica, di fiancheggiare il terrorismo e ha vietato loro di suonare. I componenti del gruppo hanno dovuto affrontare processi farsa, testimoni costretti a dichiarare il falso sotto coercizione, i loro avvocati sono stati arrestati con le stesse accuse dei loro clienti.

 

Di fronte all’oggettiva impossibilità di difendersi, nel maggio 2019 Helin Bölek 28 anni, Mustafa Kocak, 28 anni e Ibrahim Gökcek, 40, hanno iniziato uno sciopero della fame a oltranza. Heline e Mustafa sono morti ad aprile.

Un paio di giorni fa è morto anche Ibrahim. La Turchia ha un nuovo martire, Ibrahim Gökcek, morto dopo un prolungato digiuno. Una morte quasi annunciata viste le condizioni di salute compromesse. L’altro ieri le sue richieste – tornare a suonare in pubblico, dopo le accuse di sostenere il terrorismo – erano state infine accolte dalla magistratura, e lui aveva interrotto il digiuno, ma era arrivato a pesare 40 chili, e il suo cuore ha smesso di battere.

La sua famiglia ha organizzato il funerale, ma la moglie Sultan non ha potuto partecipare perché è ancora rinchiusa nel carcere di Silivri, a Istanbul. Durante la veglia  funebre la polizia ha sparato proiettili di gomma per disperdere le persone, che si trovavano all’interno del centro culturale alevi.

Alcuni sono stati tratti in arresto, tra essi anche l’anziano padre del bassista, gli avvocati del figlio  e altri due esponenti del gruppo Eren Erdem e Dilan Poyraz, a cui è stato impedito di entrare e partecipare. Intanto la polizia ha portato via il corpo e non si sa dove lo abbiano portato. Una situazione veramente al limite della umana comprensione e pietà. I sostenitori del gruppo musicale hanno condannato l’azione violenta delle autorità che hanno attaccato un luogo di culto e portato via un corpo.

Ripercorrendo la loro storia è lampante la situazione di grave lesione dei diritti umani che si sta perpetrando in Turchia ormai da anni. Le denunce rispetto alle condizioni in cui i dissidenti sono costretti a vivere sono all’ordine del giorno, come è assordante il silenzio delle istituzioni europee e mondiali, che non hanno messo in campo nessuna azione internazionale di contrasto.

Cosa sta diventando la Turchia di Erdogan ce lo raccontano queste vicende, queste lotte e queste morti. Morti di stato, in cui le persone per vedere riconosciuti anche i diritti fondamentali come quello di essere difesi in un’aula di tribunale, sono costretti a ricorrere a gesti estremi come quello della sospensione della nutrizione.

E risuonano le parole che Ibrahim ha voluto dedicare a Heline: “Mi hanno preso che ero un chitarrista, e hanno usato le mie dichiarazioni facendo di me uno strumento. Eravamo un gruppo che si esibiva davanti a un milione di persone, siamo diventati dei terroristi ricercati”.

Povera la nazione che ha bisogno di eroi, ancora più povera quella che ha bisogno di martiri.

Emanuela Locci

(ilsarrabus.news)

:

Tags: , , , , ,


About the Author




Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to Top ↑