Esteri

Published on Marzo 21st, 2020 | by Redazione

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ESTERI. Covid-19, la Turchia accusa l’Italia e l’Iran: “Siete responsabili della diffusione del virus”

La Turchia non smette di sorprendere. Le ultime dichiarazioni del ministro della salute Fahrettin Koca, durante un’informativa sulla situazione della pandemia in Turchia, lasciano basiti: L’Iran e l’Italia sono “i responsabili della diffusione del coronavirus in tutto il mondo e in Europa.

 

Oltre l’oggettiva irresponsabilità di una tale dichiarazione, che ovviamente non è stata fatta a titolo personale, ma in rappresentanza del governo turco, appare ancora più dissonante rispetto alla realtà della situazione. Consideriamo il contesto in cui vivono i tre paesi coinvolti in quella che si sta dimostrando la più grave pandemia degli ultimi anni: l’Iran, l’Italia e la Turchia.

L’Iran è un paese piegato dalla malattia, debole dal punto di vista sanitario che conta migliaia di contagiati e moltissimi morti. Un paese che non è in grado di provvedere alla salute dei suoi cittadini anche perché grava su di esso un embargo che impedisce ai medicinali di arrivare sul suo territorio e di essere quindi distribuiti. Secondo i dati forniti dal del ministero della Sanità di Teheran, Kianoush Jahanpour, in Iran ogni dieci minuti una persona muore a causa del coronavirus, mentre ogni ora si registrano cinquanta nuovi contagi. I medici e gli specialisti iraniani chiedono al governo di imporre la quarantena obbligatoria per tutti in modo da interrompere la catena dei contagi.

Una misura che l’Italia ha predisposto da tempo, anche se non repentinamente. La seconda accusata è appunto l’Italia. Il nostro paese è stato esplicitamente accusato di aver diffuso il virus in Europa. Un dato che non sembra supportato da prove, è vero che l’Italia ha reso noti in tempo reale i dati relativi ai contagiati, ma è altrettanto vero che gli altri paesi europei in un primo momento, prima di avvedersi della gravità della situazione hanno considerato i loro decessi come ascrivibili a semplice polmonite derivata da influenza stagionale. Solo in un secondo momento hanno predisposto le misure di circoscrizione dell’epidemia, tra l’altro seguendo le misure imposte precedentemente dal governo italiano. Quindi in conclusione non è che se non dichiari i malati non li hai, è come nascondere la polvere sotto il tappetto quando arriva la suocera.

E questa pare sia la linea seguita anche dalla Turchia, che oggi si erge ad accusatrice. Una premessa: per poter analizzare a fondo il fenomeno bisognerebbe avere a disposizione i dati dei contagi relativi alla popolazione turca. Quelli reali però. Perché a quanto pare il governo turco sta evitando accuratamente di divulgare i dati reali, ben sapendo che la situazione interna potrebbe esplodere o meglio implodere. Da notizie filtrate dalle maglie della censura messa in atto dal governo, sono infatti numerosi i focolai, i contagiati e i morti turchi. Secondo le ultimissime notizie il focolaio più preoccupante è quello di Istanbul. Oltre questa premessa si potrebbe avanzare l’ipotesi che al governo turco interessi più proteggere la sua traballante e debole economia invece di salvare i turchi. Infatti fino a pochi giorni fa le persone erano all’oscuro della situazione, e anche oggi non sembra non essere a conoscenza della reale situazione di pericolosità del virus.

Volendo anche soprassedere rispetto a delle dichiarazioni ufficiali non opportune rimane la consapevolezza che alcune affermazioni non vanno nella direzione di una convivenza pacifica tra i popoli e che anzi esacerbano le relazioni. Inoltre appare quanto mai grave il fatto di accusare altre realtà già compromesse dalla pandemia, soprattutto se queste accuse vengono fatte in chiave nazionalista e per distogliere l’attenzione dei propri cittadini rispetto a quello che sta accadendo in casa propria.

Emanuela Locci

(ilsarrabus.news)

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