Apertis Verbis

Published on Novembre 18th, 2020 | by Redazione

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EDITORIALE, I malati Covid al San Marcellino? L’ennesimo sgarbo al Sarrabus

E così il San Marcellino ospiterà, se ce ne sarà necessità, pazienti Covid. L’ospedale del Sarrabus darà il suo contributo, in termini di posti letto (41) all’emergenza in atto in Sardegna. Dobbiamo esserne fieri? Da un lato è giusto che tutti facciano la loro parte ma ci sono anche molti motivi per storcere la bocca. Prima di tutto perché la decisione è calata dall’alto e non è stata condivisa con gli amministratori locali (“Lo abbiamo appreso dalla stampa”, ha detto in buona sostanza il neo-sindaco di Muravera, Salvatore Piu) e poi perché ciò significa ridurre ancora di più i livelli di assistenza, peraltro non eccezionali, erogati dall’unica struttura ospedaliera della zona.

 

E poi, se lorsignori consentono la domanda: perché “distribuire” i pazienti Covid in un ospedale come quello di Muravera (ma lo stesso discorso vale per gli altri piccoli ospedali) che, proprio in virtù di questa emergenza, avrebbe potuto essere rilanciato ospitando pazienti “comuni”, quelli che magari avrebbero bisogno di un intervento urgente o di cure che altrove, a causa del caos-Covid, ora sono praticamente negate? Altra domanda: perché non mettere in campo strutture ora inutilizzate come il San Giovanni di Dio di Cagliari che fino a poco tempo fa ospitava reparti operativi e garantiva ben 360 posti letto di cui 50 in day-ospital? 360 posti letto, mica uno scherzo, oro che cola in questi tempi in cui contagi e ricoveri sembrano moltiplicarsi.

Quali siano le cause che impediscano di rimettere in uso quello che era uno dei più grandi ospedali della Sardegna non è dato sapere. Fatto sta che ora si pagano, e a caro prezzo, quelle riforme impostate dal centrodestra e attuate dal centrosinistra, che hanno tagliato indiscriminatamente posti letto e servizi in nome dell’efficienza “pecuniaria” ma non di quella sanitaria. E chi ora nelle file dell’opposizione di centro-sinistra, grida allo scandalo per la gestione dell’emergenza dovrebbe nascondersi per lo scempio compiuto nella passata legislatura così come chi, ora al timone della sanità isolana, sta gestendo in modo discutibile l’emergenza e non solo quella. Non ci resta che sperare in un futuro migliore, anche se, bombardati ogni giorno da una marea di informazioni spesso contraddittorie, noi cittadini facciamo fatica ad orientarci in un mondo che non riconosciamo più e che offre prospettive sempre più fosche.

Michele Garbato

(ilsarrabus.news)

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