Sarrabus

Published on Settembre 9th, 2021 | by Redazione

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COVID, 235 positivi nel Sarrabus-Gerrei, serve un’Usca solo per Muravera, Villaputzu, San Vito e Castiadas

I dati sono impietosi e fotografano l’emergenza in corso nel Sarrabus-Gerrei: sono 235 i pazienti positivi al Covid-19 in carico all’unica Usca del territorio contro i 250 dell’Area Vasta di Cagliari che di abitanti ne conta molti di più e dove di Usca, le unità di continuità assistenziale, che prendono in carico questo tipo di pazienti, ce ne sono ben quattro.
L’unica Usca operativa nel Sarrabus-Gerrei ha base a San Nicolò Gerrei e, visti i numeri, il personale sanitario in servizio nella piccola task-force anti-Covid di salti mortali ne deve fare parecchi. Troppi, dal momento che nel solo Sarrabus si contano quattro focolai di una certa importanza.
Il risultato è che non poche volte si assiste a degli autentici paradossi, come quelli segnalatici più di una volta dai nostri lettori, in cui pazienti positivi residenti in paesi del Sarrabus, siano costretti a montare in macchina e raggiungere San Nicolò Gerrei per effettuare un tampone. Un’autentica assurdità, non soltanto per i rischi a cui si espongono gli altri cittadini (chi assicura infatti che i pazienti in questione siano così responsabili da evitare di entrare in esercizi commerciali?) ma anche per quelli che corrono loro, dal momento che, violando la quarantena obbligatoria e in virtù del loro stato di positività, potrebbero incorrere in una denuncia per procurata epidemia, un guaio giudiziario di non poco conto. Ma tant’è, le forze in campo sono quelle che sono. Il punto è che potrebbero essere adeguatamente rinforzate dal momento che non mancano i fondi e ci sono anche i medici pronti a prendere servizio nelle Usca. Bisogna chiedere, insistere, alzare la voce per ottenere qualcosa che, vista la situazione dovrebbe essere scontato: l’apertura di una seconda Usca con base nel Sarrabus.
E qui entrano in gioco le amministrazioni comunali di Castiadas, Muravera, San Vito e Villaputzu, a cui spetterebbe il compito di “portare a casa” il risultato. Insomma, una missione per l’Unione dei Comuni, unione di nome ma che di fatto non è mai stata tale. E proprio questo può essere il tallone d’Achille che può portare al naufragio dell’operazione Usca Sarrabus. La sede? Si è parlato dell’ex guardia medica di Castiadas che potrebbe essere affiancata da un altro punto per servire meglio chi abita nel triangolo Muravera, Villaputzu e San Vito.
Riusciranno le quattro amministrazioni a far fronte comune? E’ quello che, visti i numeri e la situazione in corso, tutti si augurano. Una migliore operatività delle Usca sul territorio contribuirebbe a non far scivolare l’intera Sardegna in zona gialla. Come? Semplice: due task force operative nel Sarrabus e nel Gerrei riuscirebbero con maggiore successo a coprire le richieste di assistenza dei cittadini.
Il punto è che, da dati ufficiosi, la maggior parte di queste richieste richieste d’aiuto vengono gestite dal 118, il che significa, pazienti al pronto soccorso e nella maggior parte dei casi con soggiorno assicurato per almeno tre giorni in ospedale con conseguente crescita di quei parametri che possono far precipitare l’isola in una fascia dove sono previste maggiori restrizioni per tutti. Riuscirà lo sforzo comune delle amministrazioni comunali del Sarrabus a ottenere il risultato tanto sperato? Staremo a vedere.
Michele Garbato
(ilsarrabus.news)

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