Sarrabus

Published on Aprile 21st, 2020 | by Redazione

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COVID-19, “Noi, gestori di distributori di carburante, messi al tappeto dall’emergenza”

I gestori dei distributori non si trovano soltanto in “difficoltà” ma in un vero e proprio stato di indigenza che ha costretto la maggior parte dei gestori degli oltre 22.000 impianti nazionali, a lavorare per ben 53 ore settimanali per meno di 500 euro mensili, cioè al di sotto della soglia di povertà e del reddito di cittadinanza

 

Lo denuncia l’ANGAC, l’associazione che raccoglie i gestori di carburante in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio dei Ministri in cui si descrive la situazione in cui la crisi Covid-19 ha precipitato il settore.

“I gestori sono autonomi – si legge nel documento – per quanto riguarda adempimenti, costi di gestione e responsabilità anche penali, e sono dipendenti/finta partita Iva con un margine fisso imposto, con un prezzo imposto dal quale non possono discostarsene minimamente a pena di vedersi rescisso il contratto, con un lungo orario imposto e monitorati a distanza”.

Nella lettera si denuncia anche l’esiguità del margine di guadagno dei gestori che supera di poco i 2,5 centesimi al litro, “totalmente insufficiente a coprire i costi che nel frattempo sono raddoppiati”. Inoltre “il gestore è stato privato quasi interamente del valore aggiunto dal proprio lavoro sulla modalità servito senza nessuna giustificazione se non mera appropriazione da parte della compagnia” e “col prezzo imposto arbitrariamente e senza nessun limite, la compagnia attua un vero e proprio abuso di posizione dominante e di dipendenza economica, poiché compie vere e proprie attività persecutorie nei confronti dei gestori”.

“Con meno di 2 euro all’ora – denuncia l’associazione dei gestori – non è possibile pianificare progetti di vita in una prospettiva avvilente, mortificante e lesiva della dignità personale”. “Oggi con questa emergenza i gestori che hanno già chiuso gli impianti lasciandoli aperti in modalità self, hanno una perdita poiché un impianto sostiene ugualmente costi anche se chiuso”.

Che cosa chiedono i gestori? Il riconoscimento immediato di un margine di 10 centesimi per erogati sino a 600.000 litri, 8 centesimi self e 10 centesimi al servito, per erogati tra 600.000 litri e 1 milione di litri; 6 centesimi self e 10 centesimi al servito, per erogati tra 1 milione e 2 milioni di litri; 5 centesimi self e 10 centesimi al servito per erogati superiori ai 2 milioni di litri; abolizione del prezzo massimo, considerato un abuso; annullamento dei fitti passivi per tutto il periodo di emergenza sanitaria; la sospensione temporanea delle imposte dirette, indirette, tributi addizionali regionali e comunali ritenute sul lavoro dipendente e autonomo, contributi autonomi e dipendenti, Iva; condono tombale della riscossione per i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate; riscossione degli anni pregressi legata alle gestioni, in quanto i gestori, “vista la comprovata totale riduzione della loro libertà imprenditoriale limitata da accordi che li hanno legati strettamente all’abuso di dipendenza economica dalla compagnia, hanno accumulato debiti dovuti all’esiguità del margine, sufficiente appena a coprire i costi di gestione”.

Inoltre viene sollecitato anche l’annullamento totale del tributo camerale per l’anno 2020, “totalmente ingiusto poiché per i gestori carburante, calcolato e pagato per tutti questi anni sull’intero fatturato al lordo di costi di produzione e accise che gravano per oltre il 98% sul fatturato dei distributori carburante e quindi vergognosamente sproporzionato rispetto al margine che è appena l’un per cento del fatturato”.

Viene chiesta anche l’istituzione di un tavolo urgente di confronto al Mise e Mef tra le associazioni rappresentative dei gestori e con le Compagnie per cambiare gli attuali accordi, l’erogazione di un contributo di almeno 1500 euro mensili per ciascun impianto per coprire i costi fissi minimi dimostrabili calcolati in circa 1100 euro, a far data da febbraio 2020. e fino a completo ristabilimento delle normali condizioni di vendita. Fra le rivendicazioni del gestori anche lo spostamento del pagamento delle commissioni bancarie interamente al cliente.

(ilsarrabus.news)

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