Castiadas

Published on Maggio 21st, 2019 | by Redazione

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CASTIADAS, La rabbia dei gestori dei chioschi: “Uccidono un paese intero”. Il sindaco: “Pronto alle dimissioni”

Un colpo al cuore all’economia di Castiadas. I gestori dei chioschi sul litorale del paese, non solo quelli a cui sono stati apposti ieri i sigilli, sono sul piede di guerra. Undici strutture che rischiano la serrata alla vigilia della stagione turistica. Non hanno voglia semplicemente di parlare ma di urlare con quanto fiato hanno in gola quella che definiscono “l’ingiustizia di una legge sbagliata” che bolla come “abuso edilizio e violazione dei vincoli paesaggistici” l’edificazione dei chioschi in spiaggia.

 

Il provvedimento di ieri – dicono i gestori (“ma non fate nomi, per ora”, specificano) – è una mazzata e toccherà tutti gli altri chioschi superstiti. Il che significa che il Sarrabus, non solo vedrà la rovina delle famiglie che li gestiscono ma la perdita di 350 posti di lavoro, ovvero quei giovani, tutti del Sarrabus, che venivano qui a lavorare per l’estate, dovranno restare a casa. Non basta: i danni si estenderanno all’indotto, ovvero ai fornitori, agricoltori, allevatori, artigiani, cantine sociali. Andranno in fumo qualcosa come 20 milioni di euro. Una sciagura non solo per Castiadas per tutto il sud-est della Sardegna”.

E non finisce qui: “Chi garantirà la sicurezza in spiaggia – continuano i gestori – la pulizia degli arenili, l’igiene, i servizi di salvamento? Se ci saranno delle vittime a causa del mare a chi le si dovrà imputare se sulle spiagge di Castiadas non ci sarà nemmeno un bagnino? Il Comune? Dovrà dire addio alle tariffe che attualmente pratica per i parcheggi perché hanno un senso solo se in spiaggia sono operative strutture come le nostre”.

Il sindaco Eugenio Murgioni, intervistato dal quotidiano L’Unione Sarda, spiega che “se il sequestro si fonda sulla legge che prevede lo smontaggio dei chioschi, occorre intervenire subito a livello normativo per consentire ad un Comune come Castiadas di poter vivere di turismo tutto l’anno, altrimenti la Sardegna rischia di dover celebrare il funerale di un intero paese, quello di Castiadas. Lungo il nostro litorale lavorano duecento famiglie, non è pensabile che restino senza un lavoro”.

Il primo cittadino è pronto a gesti clamorosi e si appella alla nuova giunta regionale: “Facciano una riflessione e prendano subito dei provvedimenti per garantire occupazione e servizi per i turisti. Io cercherò di mettermi in contatto con il presidente Solinas e l’assessore Gianni Chessa. Se non si dovesse trovare una soluzione sono pronto a riconsegnare la fascia”.

(ilsarrabus.news)

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3 Responses to CASTIADAS, La rabbia dei gestori dei chioschi: “Uccidono un paese intero”. Il sindaco: “Pronto alle dimissioni”

  1. Doretta says:

    Domande semplici semplici:
    MI spiegate perchè in Italia si fa di tutto per non far lavorare le persone che hanno voglia di farlo???
    Naturamente sempre nel rispetto delle leggi
    Se 10 anni fa avete dato il permesso edilizio ora li fate chiudere?????
    Chi mi può rispondere???

  2. Dore Aldo says:

    Credo il chiosco non essendo una struttura in calcestruzzo (inamovibile)non può paragonarsi ai chioschi che sono fatti di materiali assemblabili e facilmente smontabili,quindi non struttura stabile, come forse indica detta legge.Allora che tanto si ha bisogno di redditi famigliari cosa che in Sardegna sta diventando sempre più difficoltoso, perché non si il buon senso e si lasciano e possano produrre un reddito.

  3. leo says:

    Discontinuità nei governi di affaristi e imbroglioni, vi fanno promesse per i vostri voti , ma voi continuate a votarli all’infinito , gentaglia nei governi solo per i loro interessi….voi domani con la matita potete cancellarli definitivamente ….bisogna tornare alla legalità del diritto e di legge …

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