Castiadas

Published on Settembre 18th, 2020 | by Redazione

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CASTIADAS, Cinema d’autore e tanta cultura, la nuova vita delle Vecchie Carceri

Nonostante le difficoltà, Castiadas non ha rinunciato alle sue abitudini culturali che, si può dire, spaziano tra museo e cinema, perché per la seconda volta in pochi mesi, la borgata castiadese è stata protagonista di un set cinematografico. Nello specifico, a ospitare le riprese, è stato proprio il Museo del Territorio “Ex Colonia Penale”.

 

È la direttrice Anna Palita a fare un sunto di questo periodo. «Abbiamo fatto l’impossibile per lavorare e il museo è stato riaperto il 13 agosto. L’emergenza Covid ha necessariamente intaccato il numero dei visitatori, è impossibile fare un bilancio con gli anni passati. Per garantire il distanziamento possiamo far entrare solo dieci persone per volta, fino allo scorso anno ne potevano entrare cinquanta».

Se è impossibile basarsi su dati strettamente numerici, il bilancio è però positivo dal punto di vista qualitativo. Continua la direttrice Palita: «È davvero gratificante vedere i visitatori soddisfatti e commossi, soprattutto per la storia del nostro territorio che non è semplice, è molto toccante e per certi versi anche tragica. Ma sono le nostre origini». Fino al 10 settembre il museo ha ospitato la mostra “I colori della mia Terra” del pittore Gabriele Loche. Oltre alla pittura c’è stata una bella parentesi cinematografica. Dopo le riprese del film “Il miracolo dei rei” della regista sarda Alessandra Usai, la Baby Film srl di Roma, in collaborazione col Mibact, la Regione Sardegna, l’archivio Lussu e Sardegna Film Commission, ha infatti scelto le vecchie carceri per girare alcune scene di un docufilm dedicato a Emilio Lussu.

Entusiasta la direttrice del museo: «Un lavoro meraviglioso, splendido, fatto in maniera mirabile. Qui è stata girata una sola scena, l’arresto di Lussu. È stato scelto Castiadas perché Buoncammino non è ancora legalmente dismesso, può sempre essere utilizzato in casi di emergenza, insurrezioni e problemi politici. Lì è ancora tutto monitorato e permettere di filmare avrebbe significato renderne pubblico tutto il sistema. Così hanno scelto noi». Per la ricerca degli attori, nel mese di luglio, si sono svolti i casting nell’Isola. Aggiunge ancora Anna Palita: «Il giovane Lussu è stato interpretato da un giovane attore ed era perfetto nel suo ruolo. Sarà un bellissimo docufilm su Emilio Lussu, estremamente importante per la Sardegna e per tutta la nazione. È stato uno statista di un certo lignaggio e posso dire di avere l’onore di averlo conosciuto, in quanto intimo amico di mio padre. E ho conosciuto bene Joyce Lussu, prima di lavorare nei musei ho lavorato come direttrice d’albergo e Joyce soggiornava spesso nei miei alberghi». Il padre della direttrice Anna è Flavio Palita, funzionario della riforma agraria, arrivato nella zona di Castiadas proprio grazie a questo ruolo e i suoi uffici erano proprio nella struttura delle vecchie carceri. «Qui è come muovermi a casa mia», commenta la direttrice Palita. Il museo segue un doppio orario di apertura. Tutti i giorni, dalle 10 alle 14 e dalle 18 alle 22. Visto il periodo di attività ristretto, si potrebbe pensare a un prolungamento del periodo di apertura.

La direttrice Anna Palita non può però sbilanciarsi: «Penso che si potrebbe protrarre il periodo di apertura anche in inverno, con determinate attività, ma io posso parlare solo entro i termini del contratto, sarebbe più opportuno parlarne col sindaco».

Sara L. Canu (ha collaborato Isabelle Secci)

(ilsarrabus.news)

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