Villaputzu

Published on Dicembre 15th, 2017 | by Redazione

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CASO QUIRRA, “Inquinamento poligoni non paragonabile a quello delle zone industriali”

La situazione interna nei poligoni anche nelle aree a più intensa attività militare, non è paragonabile a quella esistente in siti contaminati riconosciuti nel paese come siti di interesse nazionale, quali ad esempio Porto Torres, Gela e Porto Marghera”. Lo ha affermato a proposito del Poligono di Perdasdefogu e della base di Capo San Lorenzo, Mario Mariani, 54 anni, docente di ingegneria chimica, nucleare e biomedica al Politecnico di Milano, perito nominato dal Gup Nicola Clivio, che ha reso la sua testimonianza al processo per i “veleni di Quirra” in corso di svolgimento a Lanusei.

 

Mariani ha spiegato che servirebbero ulteriori analisi da parte di altri esperti ma, nel suo studio rassicura su “l’assenza di un significativo rischio radiologico dentro e fuori il poligono, se non addirittura la condizione di non rilevanza radiologica”.

Quanto alle precedenti relazioni “di parte”, compresa quella della Sgs, da alcuni contestata, Mariani non ha dubbi: “La relazione di Sgs – scrive Mariani nella sua perizia – nel complesso soddisfa quanto richiesto dalle prescrizioni dettate dal Capitolato tecnico, descrivendo in modo adeguato lo svolgimento delle attività di campionamento e i campionamenti eseguiti”.

Il perito ha inoltre sottolineato come “l’attività antropica di tipo militare, che ha comportato la ripetuta esplosione nel tempo di ordigni, ha certamente causato la sospensione in aria di particolato fine”, le cosiddette nanoparticelle ma che le stesse “costituiscono una delle frontiere ancora poco esplorate della nano-tossicologia”. In ogni caso, ha precisato che, non essendoci certezze è meglio evitare che “vengano inalate accidentalmente dai lavoratori o dalle persone del pubblico”.

(ilsarrabus.news)

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