Cagliari

Published on Aprile 4th, 2020 | by Redazione

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CAGLIARI, A rischio la Sagra di Sant’Efisio. La proposta: “Facciamolo sfilare come nel 1943”

Il simulacro di Sant’Efisio che attraversa la città di Cagliari in rovina. Era il 1 maggio del 1943, tempi davvero drammatici: la seconda guerra mondiale era in corso, la città era semidistrutta dai bombardamenti angloamericani e qualche giorno dopo avrebbe subito un altro violentissimo attacco, quello del 13 di maggio, che avrebbe distrutto anche il poco rimasto in piedi.

 

Ma in quel primo maggio un manipolo di coraggiosi fece compiere al Santo la sua “uscita” annuale per sciogliere il voto fatto nel 1656 affinché liberasse Cagliari dalla peste. Lo caricarono su un furgoncino per la consegna del latte della ditta Gorini che attraversò la città in rovina (per la quale fu usato il termine molto appropriato di “necropoli dolente”) per completare il suo viaggio a Nora, accolta lungo il percorso, da tanti sardi, civili e militari, disperati e affamati (clicca qui per visionare il video di quell’avvenimento)

Erano tempi grami, sicuramente peggiori di quelli, pur difficili, che affrontiamo oggi a causa dell’epidemia di Coronavirus. Proprio a causa dell’emergenza, la sagra di Sant’Efisio è a forte rischio. Molto probabilmente non ci sarà la sontuosa sfilata, i costumi, le traccas. Sant’Efisio, colui che liberò Cagliari dalla peste, nel 2020 rimarrà chiuso nella sua chiesetta nel quartiere cagliaritano di Stampace?

Per evitare una simile eventualità, arriva una proposta suggestiva. La formula Bepi Anziani, giornalista, ex direttore del Telegiornale dell’emittente tv regionale Videolina: “Dal momento che difficilmente saranno consentite la processione e la sfilata dei gruppi in costume tradizionale – scrive Anziani – un gruppo di amici ha avuto un’idea che io trovo fantastica. Se la gente non può andare a salutare il Santo, allora che sia Lui ad andare incontro ai fedeli, andando in giro per la città in modo che tutti lo possano vedere dalle finestre delle loro case. Per questo è già stato trovato anche il mezzo, un vecchio furgone di proprietà del dottor Carlo Usai, identico a quello utilizzato per la processione del 1943, in piena seconda guerra mondiale e tra le rovine della città bombardata. Una idea suggestiva ed evocativa“.

Sarà accolta la proposta? Sarà sciolto anche quest’anno il voto del 1656? Vedremo sfilare dai nostri balconi il martire guerriero o dovrà nascondersi per paura del Coronavirus, proprio lui che liberò la città dall’epidemia di peste? Ai comitati tecnico-scientifici tanto popolari oggigiorno, l’ardua risposta.

(ilsarrabus.news)

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