MURAVERA, 95 mila euro per “riconquistare” la casa andata all’asta, l’appello di una famiglia: “Aiutateci”

Il tempo, per Andrea, Alessandra e Giorgia Lecca, scade a novembre. Entro allora dovranno trovare una soluzione per la casa di famiglia a Muravera, finita all’asta e acquistata da nuovi proprietari, che hanno concesso loro di abitarvi temporaneamente dopo la grave malattia e la morte del padre. Per provare a riacquistarla mancano ancora poco meno di 95mila euro. “Lasciare quella casa e pensare che non sarà più nostra è un peso enorme: pensarlo è difficile, ma viverlo è stato persino peggio”, racconta Alessandra Lecca. La vicenda è cominciata nei primi mesi del 2026, quando l’immobile è finito all’asta per i debiti del padre, dei quali i figli dicono di essere venuti a conoscenza troppo tardi. Le prime due aste sono andate deserte, poi alla terza è arrivato un acquirente. Quando i fratelli hanno scoperto che la casa era stata venduta, si sono rivolti a un avvocato e hanno incontrato i nuovi proprietari. “Noi gli abbiamo spiegato che, potendo, l’avremmo tenuta volentieri”. La disponibilità a rivenderla è arrivata, ma a una cifra di 120mila euro.
A luglio la famiglia ha dovuto lasciare l’abitazione. “Va detto che il proprietario è stato abbastanza gentile: un altro si sarebbe preso la casa e basta, invece lui ci è venuto incontro”, spiega Alessandra. Trovare un’altra sistemazione in piena estate. Poi la situazione familiare è precipitata. Il padre si è ammalato gravemente ed è rimasto per due settimane in coma in rianimazione. I figli hanno chiesto di poter tornare nella casa almeno per affrontare insieme quel momento e organizzarsi dopo l’estate. I proprietari hanno accettato, consentendo alla famiglia di restare fino alla fine di novembre. “A quel punto, però, se avremo i soldi bene, altrimenti dovremo uscire definitivamente perché la casa è loro”. Il 10 agosto il padre è morto, a poca distanza dalla scomparsa del nonno. “È un momento davvero difficilissimo sotto ogni punto di vista”. Un mese dopo, il 15 settembre, i tre fratelli hanno aperto la raccolta fondi. “Abbiamo aspettato che passasse un mese dalla morte di mio padre per riprenderci un attimo e capire il da farsi. Alla fine ci siamo detti che tentare con la raccolta era l’unica soluzione rimasta”.
La madre dei tre ragazzi ha un lavoro stagionale, Alessandra ha appena iniziato a lavorare in un negozio senza un contratto a tempo indeterminato e neppure gli altri due fratelli, spiegano, hanno le garanzie necessarie per ottenere un mutuo. “Finora mancano ancora circa 95.000 euro; la cifra è alta e forse avremmo dovuto avviare la campagna quando la casa era ancora all’asta, ma avevamo vergogna e speravamo che nessuno la comprasse”. La speranza è raccogliere una somma sufficiente a rendere sostenibile la parte restante attraverso un finanziamento: “Sappiamo che raggiungere 120.000 euro è difficile, ma arrivando magari a 90.000 euro si potrebbe integrare la parte restante con un piccolo prestito”. Dietro l’appello c’è soprattutto il desiderio di garantire una casa alla madre dopo la perdita del marito. “Noi figli prima o poi ci faremo una vita altrove, ma quella è e rimane la sua casa”. Alessandra racconta: “Nel link della campagna abbiamo spiegato tutta la storia in modo trasparente: la casa è andata all’asta per via dei debiti di nostro padre, è stata acquistata e i nuovi proprietari sono disposti a rivendercela, ma non abbiamo la stabilità lavorativa per ottenere un mutuo. Chiediamo solo un aiuto a chi se la sente”. Le donazioni possono essere effettuate attraverso la raccolta “Aiutateci a lasciare mamma a casa” su GoFundMe a questo link: https://www.gofundme.com/f/aiutateci-a-lasciare-mamma-a-casa (ilsarrabus.news)

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