Oltre mille giorni di chiusura del “ponte di ferro” sul Flumendosa, un guado provvisorio diventato di fatto il principale collegamento tra Villaputzu e Muravera, deviazioni che nei periodi di inagibilità del passaggio costringono a lunghi percorsi alternativi e pesanti conseguenze sulla vita quotidiana e sulle attività economiche. Sono queste le ragioni che hanno portato centinaia di persone provenienti da tutti i centri del Sarrabus a partecipare alla manifestazione organizzata a Villaputzu dal Comitato spontaneo Ponte di Ferro. Dal raduno in piazza Mercato il corteo ha attraversato il paese e raggiunto a piedi il Flumendosa, dove i manifestanti si sono disposti in una grande catena umana attorno al ponte. Famiglie, anziani, commercianti, lavoratori e amministratori hanno sfilato tra cartelli, magliette e slogan chiedendo la riapertura della struttura esistente, la realizzazione di un nuovo ponte e una soluzione stabile alla viabilità del territorio. Presenti i sindaci di Villaputzu Pierpaolo Piu, Muravera, Francesca Mattana, Castiadas, Eugenio Murgioni e San Vito Marco Antonio Siddi, insieme al vicesindaco di Muravera Gianfranco Sestu. “Questa protesta serve a ricordare a tutti gli interessati — alla politica e persino ai tecnici che stanno seguendo la vicenda — che da ormai mille giorni viviamo in una situazione assurda, degna del Terzo Mondo – ha detto il presidente del Comitato Antonio Congiu – Siamo praticamente isolati dal resto del territorio, costretti a percorrere almeno 40 chilometri tra andata e ritorno anche solo per spostarci dal nostro paese. L’obiettivo è velocizzare al massimo l’attuazione delle soluzioni individuate per eliminare definitivamente il problema”.
A protestare sono le persone che convivono quotidianamente con la chiusura. “È una manifestazione fondamentale, a cui però dovrebbero partecipare davvero tutti. Bisogna far sentire la nostra voce, perché abbiamo assoluto bisogno di un ponte”, ha spiegato Marisa Piroddi. Dina Pisano l’ha definita “una protesta necessaria, a patto però che chi comanda ci ascolti davvero”. Gianni Carta, ristoratore, ha denunciato le conseguenze sulle attività economiche: “È un’iniziativa sacrosanta che aspettavamo da tempo. I disagi causati dalla chiusura del ponte sono troppi: questa situazione taglia fuori l’intero Sarrabus, dividendo Muravera, San Vito e tutti i centri vicini”. Carta ha richiamato anche le difficoltà affrontate da lavoratori, famiglie e studenti costretti ad allungare quotidianamente gli spostamenti. Il sindaco di Villaputzu Pierpaolo Piu ha chiesto che la vertenza arrivi “al massimo livello regionale”: “Il guado sta diventando quasi una soluzione definitiva, ma non può e non deve esserlo: deve restare un passaggio temporaneo”. Piu ha indicato come obiettivi la ripartenza immediata dei lavori sul ponte esistente, la realizzazione di una nuova struttura e una viabilità alternativa stabile, chiedendo anche al Governo di valutare la nomina di un commissario e lo stanziamento delle risorse necessarie.
“Il disagio che le nostre comunità vivono da 1023 giorni è pesantissimo: per spostarsi tra Muravera e Villaputzu bisogna attraversare il letto di un fiume”, ha affermato il sindaco di Muravera Francesca Mattana, annunciando un’azione congiunta delle amministrazioni del Sarrabus nelle sedi istituzionali. “Per quanto il guado sia utile, e meno male che c’è, richiede continue manutenzioni e non rappresenta una soluzione dignitosa”, ha rimarcato Mattana. Per il sindaco di San Vito Marco Antonio Siddi la manifestazione è utile per “sensibilizzare chi di dovere e accelerare l’iter di ripresa dei lavori”, mentre il sindaco di Castiadas Eugenio Murgioni ha sottolineato che “questo territorio soffre da due anni e mezzo e la sua economia ne risulta fortemente penalizzata”, chiedendo risposte tempestive alle istituzioni competenti. Il presidente del Comitato, Antonio Congiu, ha indicato nella partecipazione uno dei segnali più significativi della giornata: “Innanzitutto desidero ringraziare le tantissime persone che hanno partecipato, non solo per il numero elevato, ma soprattutto per la determinazione dimostrata: hanno ideato slogan e manifestazioni di ogni tipo, a testimonianza di una profonda convinzione e di un forte coinvolgimento emotivo”. Rispetto alle circa 100-150 presenze della mobilitazione dei mesi scorsi, ora la partecipazione è stata notevolmente superiore grazie alla partecipazione dei cittadini degli altri paesi del Sarrabus. “Non possiamo che essere soddisfatti. La speranza è che questo evento invii un segnale chiaro di maggiore attenzione a tutte le istituzioni e ai tecnici incaricati, affinché ci diano un aiuto concreto per risolvere questa emergenza”, ha concluso Congiu.LUCA PERRA (ilsarrabus.news)







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