Potrebbero essere molto di più di tre metri cubi i medicinali (scaduti e non) e il materiale sanitario smaltiti illegalmente a Villaputzu. E’ ciò che dovranno appurare gli investigatori della Guardia di Finanza della Tenenza di Muravera che nei giorni scorsi si sono presentati in Municipio a Villaputzu per acquisire documenti utili ad appurare chi e come dovesse smaltire quei materiali. L’indagine è coordinata la pubblico ministero Giangiacomo Pilia.
Farmaci che di certo non avrebbero dovuto essere stoccati (o meglio, nascosti), come invace è successo, nei vecchi cassonetti della nettezza urbana parcheggiati in un terreno a Cristolu Podda, nell’entroterra di Porto Corallo, a un tiro di schioppo dal quartiere di Santa Maria, in una zona dove sono presenti anche attività turistiche quali bed and brakfast e agriturismi.
Si tratta di un’autentica bomba ambientale, dal momento che i rischi per il terreno interessato e per l’area circostante sono enormi: le sostanze contenute nei vecchi cassonetti potrebbero essere arrivate fino al terreno contaminandolo. In che misura? Lo stabiliranno gli esperti.
Per farsi un’idea, però, è sufficiente sapere che solo una siringa di insulina o un flacone di antibiotici (giusto per citare alcune delle sostanze dei farmaci che potrebbero essere stati stoccati i quei vecchi cassonetti) “legati” insieme potrebbero scatenare processi chimici danno origine a potentissimi sostanze velenose poi colate nel terreno sottostante. Questo, insieme ad altro, potrebbe essere arrivato al terreno con danni facilmente immaginabili.
I residui farmacologici dispersi nel suolo o nell’acqua possono rappresentare anche un serio rischio per gli animali, soprattutto quando il principio attivo è stato progettato dalle case farmaceutiche per agire pure a basse concentrazioni (si pensi ai vaccini o ai farmaci antivirali).
La domanda è se il materiale “incriminato” si limiti “solo” (si fa per dire) a quei tre metri cubi e, in caso contrario, dove sia andato a finire e tutto il resto e come sia stato “trattato”. Di sicuro il danno per il Comune di Villaputzu e, soprattutto per la cittadinanza non è di poco conto. Un fatto è certo: il Comune nel corso degli anni ha regolarmente pagato le fatture per lo smaltimento di quelle sostanze. Rimane da accertare se il servizio sia stato svolto in maniera legale oppure no e soprattutto stabilire esattamente quali siano i danni ambientali a carico del terreno comunale a Cristolu Podda.
Per ora nulla trapela su possibili responsabili e indagati in un’inchiesta, quella condotta dalla Procura di Cagliari, dalla Guardia di Finanza di Muravera e dal Corpo Forestale, che potrebbe riservare clamorose sorprese. (ilsarrabus.news)







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