Cultura

Published on dicembre 4th, 2017 | by Redazione

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VILLASIMIUS, Il plumbarius Felicissimus fra i tesori de “Is Cuccureddus”

Villasimius, fonte inesauribile di curiosità storiche con i suoi “tesori” provenienti in buona parte dal sito di Cuccureddus. Fra i tanti, ventidue specchietti plumbei di età romana imperiale custoditi nella stipe votiva rinvenuta nel colle del complesso di Is Cuccureddus su cui sorgeva il luogo di culto prima fenicio, poi romano.

 

Si tratta di una classe di materiali assai diffusa in Italia e nelle Province dell’Impero, che in fonti come Apuleio nelle sue Metamorfosi viene associata al culto di divinità femminili come Venere ed Iside, così come Seneca nelle sue epistulae ad Lucilium li associa al culto di Giunone. A Cuccureddus, dove è attestato un tempio dedicato ad Hera- Giunone che presenta fasi di utilizzo sino al IV secolo d.C., edificato su in precedente tempio fenicio dedicato ad Ashtart, sono stati ritrovati ben ventidue di questi reperti. Gli specchietti sono probabilmente oggetti cultuali e non di utilizzo quotidiano, il che sarebbe dimostrato da vari elementi, primo fra tutti il tipo di materiale utilizzato per la loro realizzazione.

Infatti, la duttilità del materiale, il piombo, e le irrisorie dimensioni della superficie riflettente in vetro, andata perduta nella maggior parte degli esemplari rinvenuti in Sardegna, più che ad una superficie atta a riflettere l’immagine di una donna intenta alla toelettatura, sembrerebbe fa pensare ad oggetti fonte di luce da mettere in relazione a particolari riti religiosi.  Anche la presenza di un foro per la fissazione su un supporto in alcuni esemplari  dimostrebbe la loro funzione cultuale.

Il rinvenimento di questi oggetti, sia in Sardegna che in Europa e nella stessa Roma, in associazione a necropoli, testimonierebbe anche la natura di culto della Venus o Iuno della morti femminili e di infanti. L’uniformità di stile e dimensioni degli specchietti sardi, parecchi dei quali provenienti da Tharros, farebbero pensare ad officine locali, una delle quali attribuibile a Felicissimus, che firma uno specchietto divenuto a Cuccureddus. Gli elementi restanti degli specchietti provenienti dal sito, per lo più cornicette decorative caratterizzate da elementi geometrici, sono esposti nella Sala del Santuario del Civico Museo Archeologico di Villasimius.

Elisabetta Valtan

(ilsarrabus.news)

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