Storia

Published on febbraio 10th, 2018 | by Redazione

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STORIA, Nel 1869 l’inventario dei beni mobili e immobili del Comune di Villaputzu

Il 22 Luglio 1869 si riunisce il Consiglio Comunitativo del Comune di Villaputzu per stilare un inventario dei beni mobili ed immobili comunali in presenza del Segretario Comunale Schirru, del Sindaco Raimondo Coas, il suo Vice Agostino Pisu e due Consiglieri Delegati Agostino Chiriu e Giovanni Cabra.

 

Si riassumono schematizzando i diversi Salti e territori comunali indicando il loro utilizzo, il tipo di coltura praticata e per alcuni i modi di affittamento, pratica questa molto utilizzata nel Dipartimento del Sarrabus consistente nella stipulazione di un contratto che generalmente iniziava nel mese di Agosto di ciascun anno e terminava nel periodo in cui si raccoglievano le biade dell’anno successivo.

Iniziamo con il salto più importante, il Salto Gelea “fermo e stabile nel luogo detto Quirra”, destinato quasi tutto per prato per il pascolo del bestiame domestico che si alimentava nelle così dette “vidazzoni” cioè in quei terreni in cui vi era l’obbligo di osservare la rotazione annuale nell’utilizzo del terreno in cui si alternava la coltura di cereali al pascolo. Qui risultavano delle colline non coltivabili perché molti proprietari lasciavano incolti i propri terreni.

Il Consiglio Comunitativo però era interessato a sfruttare questi terreni per il seminativo per crearsi dei profitti tramite l’appalto di queste aree riservato ai cittadini residenti e non ai forestieri, inoltre risultavano terre molto umide e grasse ed eccessivamente suscettibili al rimboschimento se non curato continuamente. Il suo canone di affitto era fissato da Lire nuove 960 a Lire nuove 1200 a seconda degli anni e veniva presa in considerazione la condizione in cui si trovavano gli abitanti in quel determinato momento per evitare di chiedere più di quanto il terreno poteva produrre.

Poi abbiamo dei Salti minori tra cui il Salto Funtana Manna boschivo lasciato a pascolo del bestiame rude; il Salto Monte Cardiga, ossia Alussara, boschivo e promiscuo con gli Ogliastrini impiegato per pascolo del bestiame rude; il Salto Perda Majori sempre per pascolo del bestiame rude e per uso agricolo; il Salto Murtas era poco coltivato perché risultava quasi tutto paludoso, veniva lasciato per il pascolo del bestiame rude e domito. Invece nel piccolo territorio detto Plus Mari veniva praticata sia l’agricoltura che il pascolo, in cui il Comune ne ricavava un canone annuale d’affitto da Lire nuove 24 a Lire nuove 308,40; il territorio Sa Praja era anche questo utilizzato per il pascolo del bestiame domito e dei giumenti quindi animali da soma, asini e muli.

Era molto redditizio anche il terreno detto Is Tellajas, vicinissimo all’abitato, rendeva da Lire nuove 24 per pascolo caprino che veniva concesso per due anni a Lire nuove 68,64; veniva concesso dal mese di Marzo di ciascun anno fino allo stesso mese dell’anno seguente. “Il luogo detto Castiadas” invece, veniva utilizzato per l’agricoltura e veniva segnalato come “molto danneggiato” dagli Ogliastrini in quanto risultava essere territorio promiscuo ossia comunanza di pascolo. Per finire il Salto detto Planu de Camisa veniva impiegato per l’agricoltura e per il pascolo però risultava conteso con il “Villaggio di Muravera” che aveva mosso una lite per ottenere la promiscuità come lo era anticamente, e prima di procedersi alla divisione dei Salti dall’Intendente Murgia, in qualità di delegato del Superiore Governo.

Di seguito a questi beni di proprietà del Comune abbiamo un elenco di altri beni posseduti elencati così: tre pali di ferro, tre zapponi, due pale di ferro, una scure, una catena piccola di ferro, due tavole una per scrivere ed una da pranzare in cattivo stato ed inservibili, una barca con i suoi remi, due porte a stecconi di ginepro, una cassa che serra l’archivio per contenere le carte, diverse unità di misura in legno ed ottone per i chili, litri, ettolitri, decalitri… un litro senza coperchio ni manico, un mezzo litro con manico e coperchio, una tavola grande per scrivere gli studenti, ed altra piccola col suo tiretto e serratura pel Precettore, due banchi per scrivere, un banco grande e tre piccoli per sedere gli studenti buono, una sedia pel Precettore, un calamajo e sotto coppa, un temperino buono, due quadrette, due pietre lavagna una piccola ed altra grande, pallottole per l’aritmetica, e cilindri per l’aritmetica.

(ilsarrabus.news)

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