Cultura

Published on aprile 14th, 2018 | by Redazione

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STORIA. Le condizioni di vita a Villaputzu nel 1870

Nella seconda metà del 1800 l’Amministrazione di Villaputzu fece il punto della situazione sulla condizione sociale locale. Probabilmente si sperava che il Governo, letto questo resoconto, potesse intervenire in qualche modo per porre rimedio agli innumerevoli disagi. Gli argomenti trattati evidenziavano numerose lamentele su: catasto, frazionamento dei terreni, sicurezza della campagne, Credito Agricolo Fondiario, boschi e selve, opere pubbliche, giustizia, movimento della popolazione.

 

Il catasto veniva tenuto irregolarmente: i documenti di compra vendita o permuta non venivano inviati in tempo debito all’Ufficio Catastale competente e non si eseguivano le necessarie mutazioni, “da qualche tempo a questa parte si osservò una disgustosa trascuranza nell’ufficio predetto, non restituendo agli interessati stromenti associativi già da un anno sebbene siasene fatti frequenti richiami”, il catasto era formato da una miriade di errori, false intestazioni, errori su superfici ed indebite classificazioni. “Un proprietario paga per l’altrui terreno; la Comune terreni di privata spettanza, e molti possessori di vaste estensioni territoriali pagano una imposta insignificante. Dal non eseguirsi le debite mutazioni nascono frequenti litigi; e sebbene tra i litiganti molti abbiano chiesto dall’Ufficio Catastale le opportune liquidazioni per cui dovettero intraprendere penosi viaggi e sopportare vistosi dispendi; tuttavia gli inconvenienti non cessarono; che anzi si avvarrò, che poi pagarono venditore e acquirente”.

Le proprietà private andavano sempre più frazionandosi e dividendosi, si chiedeva di non dividere i terreni comunali ed ex ademprivili, si proponeva di reimpostare l’antica disposizione la quale prescriveva che nel caso di vendita, venisse preferito il vicino proprietario, e di diminuire le tasse sugli atti di compra vendita e permuta. Le condizioni delle campagne non erano delle migliori. La proprietà fondiaria ed i raccolti erano scarsamente garantiti a causa del pascolo abusivo e dei frequenti furti in campagna.

Le riforme introdotte dal Parlamento nella Compagnia Barraccellare non produsse l’effetto desiderato, si chiedeva di ripristinare le antiche disposizioni e che la giustizia si dedicasse meno aglio oziosi ed ai vagabondi, scarseggiavano i capitali da investire nell’agricoltura. Il Comune, ad eccezione del Monte di Soccorso, non aveva alcuna fonte di credito. Il Monte possedeva un capitale in grano pari a Ettolitri 600, e £ 4.500 in denaro, capitale insufficiente per far fronte ai bisogni dell’agricoltura.

Nel territorio comunale esistevano boschi e foreste in considerevoli proporzioni. Raramente si effettuavano tagli di legname d’alto fusto, erano frequenti i tagli della legna da ardere e del legname occorrente per costruire gli attrezzi agricoli. Molto legname veniva venduto dal Comune perché molto ricadeva in territorio comunale. Si evidenziava una carenza di Opere Pubbliche, si aspettava che il Governo costruisse lo stradone litorale che collegasse Cagliari al Sarrabus e passasse per Muravera, Villaputzu, fino a Tortolì e Terranova, ma per il momento rimaneva un desiderio. Ne furono costruiti alcuni tratti ma più che altro per utilità privata che pubblica. Si richiedeva la costruzione di uno scalo attrezzato a Porto Corallo, vicino allo sbocco del Flumendosa, la costruzione del ponte sul fiume stesso, di cui la mancanza era causa di funesti danni al commercio e alle persone.

La giustizia procedeva in modo poco soddisfacente, “poiché talora succede che si tengano 14 udienze in un affare di non tanto grande rilievo, con non lieve discapito degli interessi privati. A ciò contribuisce non poco la gran mole di affari criminali che accorrono in questa vasta Pretura”. La situazione anagrafica era positiva. In quel tempo le nascite superavano le morti, ma spesso per le pessime annate dovute a calamità naturali, le seconde superavano le prime.

Si pensava che le cause più frequenti del lento progredire della popolazione fossero le troppe imposte, la miseria e la fame che colpivano tutte le classi sociali, essendone colpiti i ricchi, non potevano di conseguenza dare lavoro ai più bisognosi. Il territorio vicino all’abitato si presentava paludosa con acque stagnanti in quanto il Flumendosa mancava di argini, recando pregiudizio nell’igiene pubblica e privata. Diminuire le imposte, incoraggiare l’agricoltura, prosciugare le paludi e arginare il fiume costituivano le priorità per la comunità, ma oltre a questo si chiedeva al Governo di migliorare le condizioni del porto di Cagliari e le comunicazioni stradali. Ma per vedere realizzate queste opere si dovette attendere ancora.

Francesca Sanna

(ilsarrabus.news)

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