Cultura

Published on marzo 10th, 2018 | by Redazione

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STORIA. 1888, a Villaputzu una famiglia toscana dona al Comune la foresta di Riu Antas

Nel 1885 una famiglia di imprenditori toscani, Romualdo e Riccardo Carradori, originari di San Marcello Pistoiese, acquista dei terreni dal Comune di Villaputzu per poterli carbonizzare, in quanto commercializzavano carbone e scorze in tutta Italia. Ma solo tre anni dopo, nel 1888, per gravi problemi, questa famiglia dovette liberarsi di tutte le proprietà che possedevano in Sardegna.

 

Dato il valore del possedimento mancavano gli acquirenti, perciò dovettero restituire i territori acquistati ridandoli come donazione. Ma riprendiamo la storia dal principio. Dall’analisi di un atto notarile del 1885 sono scaturite delle notizie interessanti che ci faranno capire il perché della vendita di vari terreni comunali. Il 1° Settembre 1885 il notaio Luigi Tocco di Cagliari riunì diversi testimoni e le parti interessate, il sindaco di Villaputzu Antonio Frongia e l’acquirente Romualdo Carradori, per la stipula dell’atto di vendita dei terreni denominati Rio Antas, Comas de Sulis e Sa Punta de Sa Maista, tutti terreni ademprivili.

Con Decreto della Deputazione Provinciale di Cagliari dell’11 Maggio 1876 il Comune di Villaputzu veniva autorizzato a vendere all’asta pubblica i terreni ademprivili posti nei salti di giurisdizione dello stesso paese che gli erano toccati in proprietà dietro lo scorporo eseguito in seguito a diverse disposizioni. La famiglia Carradori si aggiudicò tutti quei terreni per il prezzo di £ 52.250, per lo più risultavano terreni ghiandiferi, rocciosi, cespugliosi ed adatti al pascolo.

Negli anni successivi probabilmente si procedette allo sfruttamento carbonibero, ma pochissimo tempo dopo, il 2 Dicembre 1887, Romualdo Carradori scrisse questa lettera al Sindaco dicendo: “Onorevole Signore, per una irreparabile perdita avvenuta in seno alla mia famiglia, ed anche perché ammalato, è venuto nella dura necessità di liquidare al più presto possibile, ogni sua speculazione commerciale carbonifera che ha in Sardegna, per dedicarsi interamente alla famiglia. Perciò, per mezzo della S.V. Ill.ma, offre gratuitamente al Comune degnamente dalla S.V. rappresentata, tutto quel terreno che il sottoscritto possiede in giurisdizione di codesto Comune denominato Riu Antas, Comas de Sulis, Punta Sa Maista, e precisamente quella acquistata dal Comune rappresentata in data primo Settembre 1885, rogato Tocco con patto espresso, che il contratto di donazione venga fatto non più tardi del prossimo ventuno mese di Maggio 1888. In attesa di una sua pronta risposta mi dichiaro, devotissimo servo, Romualdo Carradori.” Successivamente il Comune chiese ad autorità superiore, il Prefetto di Cagliari, autorizzazione ad accettare la donazione.

L’11 Aprile 1888 il Prefetto invia risposta all’Amministrazione dicendo “… Che l’accettazione di tal dono torni utile al Comune di Villaputzu sia, perché nessun onere esso verrebbe ad assumere tranne quella implicita del pagamento delle imposte, sia perché va ad aumentare il proprio patrimonio di una rendita di circa £ 2.000 annue, oltre il vantaggio di aver più libero accesso ad altre proprietà comunali confinanti con quelle che intende cedere il donatore. Che pertanto nulla osterebbe e che ai sensi della legge del 5 Giugno 1850 il Comune venisse autorizzato ad accettare il dono. E’ di parere sia da avviarsi la relativa pratica al Superiore Governo per la sovrana autorizzazione.

Quindi era necessario attendere autorizzazione da parte del Governo. Il 6 Agosto 1888 Re Umberto I, su proposta del Ministro Segretario di Stato per gli affari dell’Interno, udito il parere del Consiglio di Stato, decretò l’autorizzazione ad accettare la donazione degli stabili suddetti di circa 435 ettari di terreno. Supponiamo che Romualdo Carradori morì tra il 1888 ed il 1891, senza aver però regolarizzato e stipulato il contratto di donazione, in quanto dal ritrovamento di alcune comunicazioni il rapporto con il Comune venne preso in mano dai figli di Romualdo, Arturo ed Angelo. Da una comunicazione del 1891 di Arturo al Comune si legge la promessa di un imminente incontro tra le parti per stipulazione di un contratto di donazione, senza però averne avuto conferma.

Francesca Sanna  (Notizie estratte dai documenti storici custoditi presso l’archivio storico di Villaputzu)

(ilsarrabus.news)

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