Gerrei

Published on marzo 7th, 2018 | by Redazione

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SARRABUS-GERREI, Ecco nei dettagli il piano da 100 milioni per il rilancio del territorio

L’Unione fa la forza, si dice. E se già nel Sarrabus ci si prova da tempo attraverso l’Unione dei Comuni, perché non unirsi ulteriormente, anche con gli altri territori vicini?

 

Consiste proprio in questo il progetto “Le terre del Flumendosa tra mare e monti” che, lo scorso 19 febbraio, è stato messo a punto da le Unioni dei Comuni del Sarrabus e del gerrei, presiedute rispettivamente da Eugenio Murgioni (sindaco di Castiadas) e Marino Mulas (primo cittadino di Silius e al quale ha dato un grande contributo Marco Falchi, sindaco di Muravera. Quattordici i comuni coinvolti: Villaputzu, San Vito, Muravera, Castiadas e Villasimius per il Sarrabus; Armungia, Ballao, Goni, Escalaplano, Villasalto, San Nicolò Gerrei, San Basilio, Silius e Sant’Andrea Frius per il Gerrei. Unione tra Sarrabus e Gerrei, quindi.

Ma per che cosa? Per poter partecipare, unendo le forze e le esigenze, al bando 5.8 di programmazione territoriale della Regione Sardegna. Un progetto ambizioso sotto tutti i punti di vista, perché, in caso di esito positivo, si mira all’ottenimento di ben cento milioni di euro da investire in un territorio pieno di risorse ma che ancora ha tanti, troppi problemi nel valorizzarle tutte e nel poter vivere e far vivere bene i propri cittadini. Ambizione che non traspare solo dall’entità economica del progetto, ma dalla ferma volontà di stare uniti, di fare squadra, di considerarsi territorio unico e non solo tra gli enti pubblici (oltre alle unioni dei comuni e alle amministrazioni locali sono coinvolti diversi enti pubblici, tra gli altri la provincia Sud Sardegna, Confindustria, Coldiretti, Forestas, Parco Geominerario, Gal SGT), ma con la forte collaborazione dei privati che costituiscono il tessuto imprenditoriale del territorio e che hanno e avranno un ruolo fondamentale per utilizzare al meglio i finanziamenti.

Nella manifestazione d’interesse, quattordici pagine di documento, vengono analizzati attentamente i problemi dei territori: spopolamento dei paesi, bassa natalità, crisi del settore agricolo, invecchiamento della popolazione, dispersione scolastica, disoccupazione, inoccupazione e difficoltà di reimpiego,difficoltà di accesso al credito, scarsi collegamenti nel settore dei trasporti, sia col capoluogo sardo che tra zone interne e zone costiere, la pesante presenza nel territorio delle servitù militari con tutto quello che ne consegue anche mediaticamente parlando e un turismo estivo incentrato principalmente nelle zone costiere.

Ma vengono proposti, e con la stessa attenzione, una lista di ben 19 punti che descrivono altrettanti obiettivi da poter realizzare (già dal 2019, se il progetto dovesse andare in porto) per migliorare la qualità della vita nel Sarrabus Gerrei. Creazione di percorsi storico-naturalistici ambientali e archeologici della valle fluviale del Flumendosa-Flumineddu, valorizzazione dell’agroalimentare e delle produzioni tipiche locali, valorizzazione e ripristino dei centri storici per favorire il turismo nei centri abitati, creazioni di punti per la macellazione delle carni (nel Gerrei) e la rinascita dell’agrumicola (a Muravera), un occhio di riguardo per anziani, disabili e minori attraverso la creazione di infrastrutture adatte (scuole, case per anziani), un polo hi tech a Villaputzu collegato all’aerospazio e al radiotelescopio di San Basilio, piani di istruzione e formazione adatti al territorio e la realizzazione degli slow ways, cioè una rete di percorsi che possano collegare le zone interne alle zone costiere.

Un progetto, quest’ultimo, ancora più affascinante considerando, proprio in questi giorni, la concomitanza del passaggio del cammino delle 100 torri (che ha toccato anche Castiadas e Villaputzu) e che lascia immaginare a quante attività, sportive, religiose, naturalistiche, si possano realizzare. Una serie di progetti atti a valorizzare le caratteristiche già presenti in una zona molto ricca di punti di interesse ma che ancora non riesce a vivere dalle sue risorse che sono naturali, storiche, museali, culturali, ambientali.

Il tutto senza violentare l’aspetto del Sarrabus Gerrei ma rispettandolo, puntando, per una volta, non solo sull’aspetto turistico di un territorio ma anche e soprattutto sullo stile di vita delle persone residenti, per scongiurare spopolamento e rischio povertà e immaginando un turismo parte integrante culturalmente e geograficamente dei paesi.

Sono entusiastici i toni di chi lavora per il progetto. Commenta Eugenio Murgioni: «Un momento storico per il nostro territorio che dopo tanto tempo riesce a presentare un piano unitario che consentirà, se approvato, di far confluire sul Sarrabus-Gerrei un importante finanziamento che consentirà al territorio di uscire dalla difficile situazione in cui si trova, essendo di fatto una delle zone più povere della Sardegna». Aggiunge Marino Mulas: «Il percorso è stato lungo ma alla fine siamo riusciti a mettere insieme le esigenze di due territori vicini e allo stesso tempo differenti». E continua: «Puntiamo a far funzionare le zone artigianali attirando produttori con degli incentivi. E dal punto di vista turistico abbiamo un patrimonio immenso: dai menhir di Goni alle miniere di Silius, dai siti archeologici di Ballao ai muesei di Armungia. Rendiamo il tutto fruibile 365 giorni l’anno, promuoviamolo nel mondo e facciamo arrivare in bassa stagione una parte delle 100 mila presenze giornaliere registrate a Villasimius».

«Ho creduto fin dall’inizio in questa opportunità – spiega Marco Falchi, sindaco di Muravera – si tratta di un passo importantissimo per tutto il territorio che ha tanti punti di forza che ora dobbiamo sfruttare appieno». Adesso la palla passa alla Regione che valuterà il progetto e a quanto ammonteranno i finanziamenti.

Sara L. Canu

(ilsarrabus.news)

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