Muravera

Published on aprile 5th, 2018 | by Redazione

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MURAVERA, Il programma della 46esima edizione della Sagra degli Agrumi

La sagra più aromatica del Sarrabus festeggia la sua quarantaseiesima edizione. Organizzata dal Comune di Muravera, in collaborazione con gli Amici della Sagra costituita dalle associazioni di Muravera, come vetrina per far conoscere ed apprezzare le produzioni agrumicole locali, la Sagra degli Agrumi negli anni è diventata un piacevole appuntamento primaverile per turisti e visitatori che apprezzano vacanza all’insegna della tradizione, dell’enogastronomia e delle bellezze naturalistiche. Un numero di presenze che cresce di anno in anno per una festa che si arricchisce di novità e occasioni.

 

L’appuntamento si rinnova anche quest’anno dal 6 al 8 Aprile. Nota in tutta la Sardegna, è un forte richiamo turistico e registra ogni anno circa 30.000 presenze. Al centro della manifestazione: l’agrume. Delizie di origine orientale come limoni, arance e mandarini che grazie al loro sapore, profumo e colore, davvero unici, regalano alla festa la freschezza della primavera.

L’intento è quello di far conoscere a turisti e visitatori la qualità di questi prodotti e l’intero territorio ricco d’arte, di storia e dotato di una natura generosa, in un contesto originale e caratteristico che esalta il lavoro degli agricoltori, degli artigiani e di tutta la comunità sarrabese.

Fulcro della festa la sfilata della domenica mattina, nella quale sarà possibile ammirare le originali Etnotraccas, le Traccas, caratteristici carri-museo che ripropongono spaccati di vita del passato delle comunità sarrabesi, 50 Gruppi Folcloristici nei loro costumi tradizionali in rappresentanza di tutta l’isola, Cavalieri e Amazzoni su cavalli elegantemente adorni ed alcune tra le più note Maschere del Carnevale Sardo.

Arricchiscono la sagra conferenze, mostre, laboratori artigiani, visite negli agrumeti e numerose altre attività artistiche, culturali e musicali. Le vie di Muravera si animeranno di colori, sapori e profumi, i Potalis saranno aperte con esposizioni, degustazioni di agrumi e prodotti tipici locali, musica e balli.

IL PROGRAMMA DELLA 46ESIMA EDIZIONE

I costumi sardi, immagine di una tradizione preziosa. I costumi sardi sfileranno per le strade di Muravera ad impreziosire la Sagra degli Agrumi con le loro fantasie colorate. Indossati con orgoglio dai gruppi folcloristici sono il simbolo della tipicità e originalità del paese di provenienza. Durante l’anno sono tante le manifestazioni durante le quali è possibile ammirarli, dalla Festa  di Sant’Efisio a Cagliari a quella del Redentore a Nuoro, passando per la Cavalcata Sarda a Sassari. Gli abiti sono sfoggiati con rispetto e compostezza nelle feste religiose e in modo disinvolto e baldanzoso durante quelle popolari. L’occhio attento indugerà su dettagli e particolari di quelle che sono vere e proprie opere d’arte sartoriale impreziosite ora da bottoni d’oro o argento ora da spille in filigrana. Gli uomini ostentano fierezza sotto le berritte, il cuore al caldo sotto il gabbanu o la mastruca mentre procedono a passo sicuro con i loro gambali. Le donne rivelano un fascino inusuale avvolte in preziosi scialli o veli. Corsetti ricamati e camicie in pizzo valorizzano le forme femminili adorne di gioielli e preziosi di foggia e fattura diversa. Le gonne lunghe, plissettate e morbide lasciano libero il movimento delle gambe. Vanno via così, sorridenti, tenendo il braccio del loro uomo, salde e sicure, come un tempo.

La Sfilata con le Etno-traccas, simbolo di una festa che reinventa la tradizione. L’apice della Sagra degli Agrumi di Muravera sarà la sfilata della domenica. Chi assisterà all’evento la vedrà scorrere come le sonore immagini multicolori di un vivace film le cui protagoniste principali sono le etnotraccas, intervallate da scene di allegri gruppi folk, suonatori di launeddas, cavalieri e amazzoni su cavalli bardati a festa. Le etnotraccas sono rappresentazioni etnografiche in movimento, trainate da trattori ben addobbati, animati da scene di vita quotidiana, lavorativa e campestre legate al mondo agro-pastorale, tipiche della tradizione sarrabese. I dettagli di questi spaccati di una realtà d’altri tempi sono studiati e ricostruiti con minuzia e fedeltà da gruppi di appassionati, associazioni culturali, teatrali e turistiche, che lavorano per mesi alla realizzazione dei carri. Lungo la sfilata si potrà anche ammirare una  “tracca” tradizionale trainata da buoi adorni di ghirlande fiorite, agrumi profumati e tessuti preziosi proveniente dal Campidano di Cagliari. Donne e uomini siedono lungo il perimetro del carro intonando “trallallera” e “lairellelara”,  canti di festa tipici e coinvolgenti. Ci ricorda come eravamo e come lo stesso mezzo fosse utilizzato per le varie necessità della vita dal lavoro alla festa. All’etnotracca più rappresentativa una giuria di esperti assegnerà, a fine giornata, il premio “maist’e traccas”.

I cavalli, simbolo di fierezza che rispecchia quella di un popolo. La Sagra degli Agrumi di Muravera ci restituisce l’immagine di un popolo che sa conciliare tradizione e innovazione. Lungo la sfilata che si snoderà nella centrale via Roma, dietro le etnotraccas e i gruppi folkloristici, ci saranno i cavalli. I cavalieri e le amazzoni, fieri nelle loro posture e nei loro abbigliamenti tradizionali, sottolineeranno l’eleganza e la destrezza di questi animali che, per l’occasione, saranno bel lustrati e bardati con coccarde colorate e rosette. Il loro passo sarà ritmato dal tintinnare metallico de “sos ischiglittos”, i caratteristici sonagli, applicati attorno al collo degli animali. Eleganza, portamento, compostezza, abilità, faranno emergere l’antico rapporto dell’isola con il nobile animale che da sempre è compagno nel lavoro e nelle feste popolari.

Le melodiose launeddas colonna sonora della sagra. La sagra degli agrumi di Muravera ha una colonna sonora davvero eccezionale quella suonata dai “launeddisti” che scandiscono le diverse sequenze della rassegna del folclore con l’armoniosità del “tumbu” o “basciu”, sa “mancosa” e sa “mancosedda”, le tre magiche canne, madri di tutti i suoni dell’isola. Da sempre nell’isola questo strumento accompagna i canti, le processioni religiose e i balli popolari. I musicisti apprendono sin da piccoli la difficile tecnica del fiato continuo che porta ad utilizzare le guance come una sacca d’aria che viene costantemente riempita attraverso le narici e svuotata tramite la bocca senza mai interrompere l’emissione del suono.

Le maschere etniche, i mille volti della Sardegna. La sagra degli agrumi di Muravera ospita una significativa rappresentanza delle maschere tradizionali sarde. Simbolo del carnevale regalano suggestione rievocando riti misteriosi e danze propiziatorie. La loro presenza all’interno della sagra ci ricorda il forte legame tra l’uomo e l’animale, l’atavica lotta tra uomo e natura intesa come forza con cui è necessario confrontarsi per garantire la vita della comunità.

La casa dei Candelai. L’antica dimora ospita un laboratorio di candele che riprende vita attraverso le mani esperte della candelaia Marilisa Demuro che produce le candele con la tecnica della colatura a caldo. Il percorso espositivo prosegue con la rappresentazione di un altro utilizzo della cera d’api. Quello per l’accordatura dello strumento musicale che maggiormente rappresenta il Sarrabus: le launeddas. In mostra la collezione di strumenti e materiali costruttivi appartenuti al suonatore muraverese Ennio Meloni, gentilmente concessa dalla Famiglia Meloni. In programma dimostrazioni e laboratori didattici sugli antichi mestieri artigiani come l’allevamento dei bachi, la trattura della seta, la tintura dei tessuti, l’intreccio dei cestini, la panificazione e la cottura con il forno a legna.

Arance in Musica. Anche per quest’edizione l’orchestra Stravinsky dell’Istituto Comprensivo “D.Alighieri, in collaborazione con il Conservatorio P. da Palestrina di Cagliari, organizzano il concerto “Arance in Musica”. L’appuntamento è Venerdì 6 aprile alle ore 17 in piazza Europa.

Potalis, musica, esposizioni e degustazioni. Anche i vecchi potalis delle case padronali rivivono l’antico splendore grazie alle numerose associazioni che cureranno l’allestimento dei portoni e dei cortili che si affacciano sulla via Roma e in Via Speranza attraverso la ricostruzione di laboratori artigiani e l’offerta di degustazione di prodotti tipici. Anche per questa edizione è stato realizzato un vero e proprio itinerario che dal sabato sera regalerà ai visitatori  un percorso sensoriale e dei sapori genuini al suono degli strumenti tipici della Sardegna, ma con una sorpresa per i visitatori.

(ilsarrabus.news)

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