Lettere

Published on gennaio 4th, 2018 | by Redazione

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LA LETTERA. Villaputzu, piazza Marconi vuota per Capodanno: “Che tristezza”

Il 31 dicembre, a cena da una mia sorella, ebbri di gioia e felicità aspettavamo lo scandire della mezzanotte. Il 2018 era pressoché alle porte del mondo. Quasi tutta la famiglia Loi era raggiante ed esultava attorno a una tavola imbandita di diverse prelibatezze.

 

Ritrovarsi a tavola tra fratelli e sorelle e rispettive cognate, dà sempre un senso d’infinita gioia e felicità. Ho guardato l’orologio, le lancette segnavano le 23.45, avevo intenzione di brindare assieme alla mia famiglia sulla piazza Marconi, come ogni anno, come da sempre. Sapevo che questa volta la fine d’anno 2017 fosse senza musica e balli, perché finanziariamente non si poteva ospitare un gruppo, come si facevano gli altri anni.

Ho proposto ai commensali tutti di andare nella mitica Piazza Marconi a salutare il nuovo anno. Ho pensato: se non ci sono cantanti e suonatori, ci saranno almeno tanti villaputzesi che intendono salutare il nuovo anno. Andiamo, hanno risposto in coro i miei cari. Armati di spumante e bicchieri per brindare all’evento in corso, a piedi, arriviamo alla Piazza Marconi.

Lo spettacolo mi ha lasciato di stucco. Non credevo in una piazza strapiena, ma un centinaio di persone sì. Il glorioso vecchio Municipio, nella notte fonda, avvolto nella luce dei lampioni è uno spettacolo fiabesco.

In piazza non c’era anima viva, nemmeno un randagio per caso, desolazione agghiacciante, paese fantasma, eppure si era a fine d’anno. Abbiamo brindato all’anno nuovo allo scoccar della mezzanotte col nostro spumante tra una risata e l’altra, pensando però alla tristezza del nostro paese piombato nell’oblio più profondo.

Egidio Loi (Villaputzu)

(ilsarrabus.news)

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One Response to LA LETTERA. Villaputzu, piazza Marconi vuota per Capodanno: “Che tristezza”

  1. ALBINO AGUS says:

    A proposito della piazza Marconi di Villaputzu, vuota per Capodanno, vorrei dire la mia.
    Gli amici che speravano di poter festeggiare, brindando collettivamente, per l’arrivo dell’anno nuovo, vedendo la piazza deserta, sono rimasti delusi. Li capisco benissimo; e sono contento di sapere che ci sono persone ottimiste ed entusiaste che hanno voglia di festeggiare in compagnia di amici, parenti o addirittura con tutti gli abitanti del paese; come si faceva quando io era bambino: ogni domenica, pomeriggio e sera, la piazza Marconi era strapiena di gente che ballava sollevando una montagna di polvere.
    Il 31 Dicembre 2017 la piazza era vuota. Perché?
    Perché la gente è stanca, spaventata, preoccupata e delusa. Stanca di essere presa in giro dalla politica che, per prendere voti, fa mille promesse che poi non mantiene.
    Spaventata perché quando esce di casa non è mai sicura di poterci rientrare: al primo angolo di strada può trovare qualcuno che l’aggredisce e magari lo ammazza per portargli via anche solo dieci euro.
    E nel caso in cui qualcuno entra in una casa per rubare, è il padrone che, se per difendersi gli fa male, viene indagato, arrestato e condannato a pagare i danni.
    Preoccupata perché, dall’oggi al domani, si può trovare senza lavoro; a causa del fatto che le fabbriche, per pagare meno tasse, delocalizzano; e lo stato italiano, piuttosto che abbassare le tasse per invogliare le imprese a restare in Italia, preferisce lasciare sempre più gente in mezzo alla strada. Stiamo vendendo tutto!; e tra poco di italiano in Italia non ci sarà più niente.
    Delusa nel vedere lo sfacelo in cui sta piombando il nostro “Bel Paese”: strade che franano, ponti, costruiti da poco, che crollano, scuole vetuste e pericolanti, studenti, la classe dirigente di domani, sempre più imbrigliati nella droga, impegnati h24 a messaggiare con lo smartphone, professori che, se si permettono di sgridare uno studente, vengono aggrediti dai genitori che lo mandano in ospedale. Carabinieri e poliziotti che rischiano la vita per arrestare un delinquente che dopo pochi giorni è di nuovo libero di delinquere.
    Ospedali che vengono chiusi per tagliare le spese sanitarie; mentre i vitalizi dei politici nessuno li tocca.
    La gente, nella consapevolezza di un paese che sta andando allo sfascio, ha poca voglia di festeggiare. Stanno già arrivando quelli che saranno gli italiani di domani: quando saranno quanti ce ne vorranno, prenderanno il soppravvento e di noi non resterà alcuna traccia. Attenzione a non sottovalutarli: quello che tra loro vi sembra il più scarso parla almeno tre o quattro lingue e conosce tutte le leggi italiane; cosa che noi no: tra noi ci sono ancora moltissimi che l’italiano non lo parlano e che non sanno nemmeno cos’è una legge.
    Noi, già da ora, gli stiamo facendo spazio: cancelliamo la festa del Natale per non urtare la loro suscettibilità… Io sono stato in un paese musulmano e per entrare nelle moschee mi sono dovuto togliere le scarpe. Non è che loro hanno detto: “Per non offendere gli italiani, che nelle loro chiese entrano con le scarpe, mettiamoci le scarpe anche noi per entrare nella moschea”.
    A me, nella notte di San Silvestro, vedendo tutti quei fuochi d’artificio, nelle varie parti del mondo, e quelle moltitudini di gente che gremiva le piazze delle più grandi città italiane per brindare all’anno nuovo, è venuta la voglia di piangere.
    Ecco perché la piazza Marconi di Villaputzu, nella notte di San Silvestro, secondo me, è rimasta vuota: la gente, demoralizzata, non ha nessuna voglia di festeggiare.

    Albino Agus

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