Apertis Verbis

Published on febbraio 10th, 2018 | by Redazione

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LA LETTERA. “Italia mai così in basso, il voto l’unica speranza per cambiare”

Non mi sono mai schierata politicamente con nessuno, forse perché pensavo di non esserne all’altezza o perché il pianeta partitico mi spaventava. Crescendo o invecchiando, si capiscono molte cose e vedendo certi brutti ceffi che si contendono il potere buttando fango addosso agli altri per conquistare uno scranno, il disgusto mi assale.

 

L’Italia è caduta così in basso che risalire la china sarà molto difficile. La Sardegna, il mio luogo natio, ambita come meta turistica da tutti, da paradiso incontaminato è diventata un immondezzaio e non solo. Inquinamento, rifiuti tossici, immigrazione senza regole, disoccupazione spaventosa per i nostri giovani e anche per chi il lavoro l’ha perso e non riesce più a sbarcare il lunario.

Nei piccoli centri chiudono gli ospedali e i servizi favorendo ancor più lo spopolamento, e negando il diritto a poterci curare in loco, negozi che abbassano le serrande in paesi ormai ridotti a fantasma.
Cervelli costretti ad emigrare lontano per avere ciò che l’italia ha sempre negato: un posto di lavoro sicuro, dopo gli studi fatti.

Non basta sfornare tanti laureati se non si fa la formazione durante il periodo di studi. In Germania, in Francia, in tanti altri stati dell’ Unione Europea è così.

Un episodio che mi fa riflettere è il caso della maestra che non conosceva la lingua italiana e faceva tantissimi errori di ortografia e insegnava. Come è possibile una cosa del genere? Come ha potuto insegnare ai bambini e come si è potuta qualificare con quelle carenze? Se durante il corso di studi ci fosse stata anche la formazione questo non sarebbe successo.

Oggi il mondo è dei furbi, forse anche prima, la meritocrazia non è mai esistita, conta solo che al momento giusto riesca a trovare un padrino e il miracolo si avvera, sia per un posto di operaio, per insegnare, addirittura puoi fare anche il ministro, “più migliore” di così!

Poi ci sono anche i giustizieri che sparano sull’uomo, purché sia nero come quello che ha trucidato quella povera ragazza. Occorrono leggi severe e pene esemplari per chi si macchia di simili crimini. Siamo davvero alla frutta! Evviva l’italia. Io il quattro marzo farò una scelta importante, andrò a votare con la speranza che qualcosa cambi. Ricordate: il cambiamento non si fa con le armi ma con la matita affilata nella cabina elettorale.

Lidia Todde – San Vito

(ilsarrabus.news)

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