Apertis Verbis

Published on febbraio 6th, 2018 | by Redazione

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LA LETTERA. “Io, autista di autobus aggredito da passeggeri migranti”

Non si può rischiare tutti i giorni la nostra sicurezza e l’incolumità dei passeggeri  perché un gruppo di migranti, dal fare aggressivo, si oppongono al controllo dei titoli di viaggio.

 

Non contenti tentano anche lo scontro durante la guida avvicinandosi troppo al conducente con fare minaccioso, inveendo contro puntando una pila in faccia e urlando frasi incomprensibili e cariche di odio.

Si, è successo a me, questa mattina mentre ero in servizio sulla linea San Vito-Burcei-Cagliari e ringrazio la mia buona stella che non è  successo nulla.

Vogliamo ancora essere buonisti e pensare che questi disperati siano qui perché scappano da una guerra? Queste persone la guerra ce la vogliono portare in casa, ed è già cominciata. Le regole vanno rispettate da tutti, migranti compresi.

Voglio lavorare e vivere tranquillo nel paese che i miei nonni e mio padre hanno contribuito a rendere civile combattendo in guerra e non scappando come fanno questi.

Andrea Simbula (autista ARST – Muravera)

(ilsarrabus.news)

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One Response to LA LETTERA. “Io, autista di autobus aggredito da passeggeri migranti”

  1. A P says:

    Un tempo nei pullman c’era il conducente e il bigliettaio. Per risparmiare hanno tolto il bigliettaio. Grave errore, perché così facendo il previsto risparmio in molti casi non c’è e questa disposizione ha fatto sì che certi mezzi di trasporto pubblici si siano trasformati in una specie di zona franca dove non esiste il rispetto delle leggi. Talvolta sono i migranti, talvolta gli studenti pendolari, talvolta qualche singolo viaggiatore che, in virtù di non so quale diritto, salgono su un mezzo pubblico considerandolo quasi una proprietà personale. Ora come ora, a causa delle mutate condizioni sociali, treni e pullman sono diventati dei luoghi sensibili itineranti che dovrebbero essere adeguatamente protetti. Sarebbe bene che i lavoratori che garantiscono questo importante servizio, insieme agli utenti che ne fanno uso, si attivino facendo pressioni a chi ci governa affinché risolva il problema della sicurezza nei mezzi di trasporto pubblici.

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