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Castiadas

Published on marzo 7th, 2018 | by Redazione

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CASTIADAS. Demolizione chioschi, la rabbia del sindaco: “Potrei dimettermi”. I gestori delusi: “Ricorreremo al Tar”

Sto pensando seriamente a rassegnare le dimissioni da sindaco di Castiadas. L’ordinanza di demolizione dei chioschi sul litorale del paese mina il mio programma politico per lo sviluppo del paese”. Lo afferma il primo cittadino di Castiadas Eugenio Murgioni commentando l’ordinanza firmata dal responsabile del servizio tecnico del Comune.

 

E’ un fatto gravissimo che il sindaco sia stato lasciato all’oscuro di una cosa del genere – spiega Murgioni – E’ un fatto emblematico che dimostra l’autonomia degli uffici ma anche la lontananza fra la componente politica e quella burocratica dell’Ente. A questo punto la Regione deve fare chiarezza e a questo proposito chiederò un incontro all’assessore regionale agli Enti Locali Cristiano Erriu”.

La rabbia e la delusione fra i titolari dei chioschi è tanta. Si annuncia battaglia contro il provvedimento: “Hanno voluto le strutture grandi, che potessero dare dei servizi di eccellenza al turismo, le abbiamo realizzate secondo i loro parametri e i loro progetti, volevano che migliorassimo ancora di più, rinnovando le strutture e creando maggior occupazione e migliori servizi e l’abbiamo fatto, spesso a discapito nostro – spiega Matteo Frau che insieme alla famiglia gestisce il chiosco di Cala Pira – Ci hanno autorizzato per tutto questo, le strutture della costa castiadese sono all’eccellenza, invidiate da tutti, premiate e conosciute in tutto il mondo ed oggi ci troviamo alle porte di una stagione estiva e ci notificano questo atto. Assurdo, inizieremo la nostra battaglia legale per cercare di salvare il salvabile, ma certo è che si meriterebbero una stagione senza attività, senza servizi, senza controllo e sopratutto con 250 persone che stanno a casa anzichè lavorare.  Si meriterebbero i casotti, senza bagni e senza nessun servizio, dove le persone violentano la spiaggia in maniera spudorata e speculativa. Siamo tutti avviliti, arrabbiati e stanchi di tutto ciò, perchè c’è davvero chi pensa che in questo lavora si diventa milionari e invece si porta a casa il pane con 20 ore di lavoro al giorno. Pazienza, speriamo che il tempo e  anche il tar ci diano ragione”.

(ilsarrabus.news)

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