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Sarrabus

Published on aprile 7th, 2018 | by Redazione

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AGRUMICOLTURA, L’allarme degli esperti: «La scorretta gestione del suolo crea desertificazione»

I terreni della piana del Flumendosa raggiungono un tasso di salinità fra i più alti della Sardegna e il rischio desertificazione, conseguenza di un uso scorretto della terra, è dietro l’angolo. E’ quanto emerge dagli studi effettuati dall’agenzia regionale ARGEA.

 

Della problematica e delle sue ripercussioni per l’agrumicoltura muraverese si è parlato recentemente in un incontro dal tema “La coltivazione degli agrumi in condizioni ostili di terreno. Suoli salini e acque salmastre”. Ad affrontare il problema l’aiuto di due agronomi esperti: Orazio Casalino e Vito Vitelli.

Si è trattato di un incontro molto tecnico e si parla dell’obiettivo primario del prodotto finale, ovvero della qualità, obiettivo da raggiungere attraverso la ricerca e il miglioramento genetico, il vivaismo (facendo netta distinzione tra vivaismo buono e vivaismo cattivo), coltivazione e produzione in campo, lavorazione e confezionamento, commercializzazione e distribuzione e infine il consumo.

Una qualità che deve passare attraverso l’incremento delle rese di produzione, la riduzione dei costi di produzione, il rispetto dell’ambiente e la limitazione dei fattori e delle condizioni che favoriscono l’attacco di organismi nocivi. E che deve passare anche dalla qualità del lavoro, garantendo personale qualificato e garantendo agli stessi una situazione lavorativa dignitosa.

Pare proprio l’avvicinarsi a una concezione di agrumicoltura da rivivere e rivalutare con occhi nuovi: «Molti danni sono dovuti alla lavorazione del suolo – spiega Orazio Casalino – Il suolo va rispettato, dire a qualcuno che è ordinato perché nel suo terreno non c’è un filo d’erba è terribile, non è un complimento. Dobbiamo lavorare con la natura, dobbiamo fare in modo che la nostra pianta abbia un ambiente favorevole. La scorretta gestione del suolo e la scorretta irrigazione creano desertificazione. Sono anni che vengo qui e sembra non cambiare niente, io ormai ho il mio gruppo di persone, lavoriamo insieme e sembriamo quasi una setta. Ma al di fuori gli altri se ne fregano». Con l’utilizzo delle diapositive l’agronomo Vitelli ha elencato diverse possibilità per risolvere o almeno limitare i danni della salinità. Una lunga parentesi è dedicata all’importanza e ai vantaggi del letto di coltivazione rialzato, la “baula”, come spiegato anche nel blog dell’agronomo (vitovitelli.blogspot.com), molto attivo sul web.

Tra le altre possibili soluzioni elencate il dilavamento, attraverso l’abbondante irrigazione con acque a bassa salinità, l’apporto di sostanza organica o acidi umici, l’apporto di calcio.

Insomma, Muravera celebra la Sagra degli Agrumi, ma per l’agrumicoltura non è ancora arrivato il tempo di festeggiare.

Sara L. Canu

(ilsarrabus.news)

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